Calo Drastico Produzione di Olio Extravergine d’Oliva in Umbria

Le cause di questo declino sono da attribuire alle avverse condizioni meteorologiche

Calo Drastico Produzione di Olio Extravergine d’Oliva in Umbria

Calo Drastico Produzione – Nel 2023, l’Umbria affronta una sfida senza precedenti nella produzione di olio extravergine d’oliva, con una drastica riduzione del 50-60% rispetto all’anno precedente. La regione, che aveva già vissuto una riduzione del 20% nella produzione di vino, ora deve affrontare un calo ancora più significativo nell’industria dell’olio. La produzione di olio extravergine d’oliva si attesta tra 1.514 e 2mila 522 tonnellate, ben al di sotto delle 4mila 036 tonnellate registrate nel 2022.

Le cause di questo declino sono da attribuire alle avverse condizioni meteorologiche, tra cui forti piogge durante la fase di fioritura, l’attacco della temuta mosca dell’olivo e, nella fase finale, la siccità, con conseguente mancanza d’acqua nelle zone non dotate di impianti d’irrigazione. Questa combinazione di fattori ha reso il 2023 un anno particolarmente difficile per i produttori di olio in Umbria.

Nonostante la qualità dell’olio prodotto nella regione sia considerata buona, i prezzi di acquisto per le piccole partite direttamente in frantoio e senza confezione sono aumentati del 17-18% al kg. Tuttavia, questo modesto aumento non riesce a compensare le perdite dovute al crollo della produzione. Inoltre, i costi dei produttori sono aumentati del 30% dal 2021, aggravando ulteriormente la situazione.

Il Listino Borsa Merci di Perugia rivela che i prezzi medi per le piccole partite non confezionate hanno raggiunto i 13,5 euro al kg nel 2023, in aumento del 17-18% rispetto al 2022 e del 35% rispetto al 2021. Tuttavia, questi incrementi sono insufficienti a colmare il vuoto lasciato dalla produzione in caduta libera.

Per le grandi partite di olio extravergine d’oliva, acquistate direttamente al frantoio e senza confezione, il prezzo medio al kg è di 12,5 euro, segnando un aumento del 32% rispetto al 2022. Nonostante l’aumento dei prezzi, la crescita è lontana dall’essere sufficiente a bilanciare le perdite produttive.

Il presidente della Borsa Merci della Camera di Commercio dell’Umbria, Bruno Diano, commenta il difficile anno per la produzione olivicola: “Nonostante ci sia stato qualche attacco di mosca, la qualità è buona e i prezzi mostrano un aumento, che però non compensa assolutamente le perdite subite sul fronte della quantità prodotta”.

Francesco Martella, agronomo e membro della Deputazione della Borsa Merci di Perugia, attribuisce la perdita del 50-60% della produzione a una serie di cause avverse, comprese le forti piogge durante la fase di fioritura, l’attacco della mosca dell’olivo e la siccità nella fase finale.

In conclusione, il settore dell’olio extravergine d’oliva in Umbria affronta una sfida significativa nel 2023, con una produzione drasticamente ridotta e prezzi in aumento insufficienti a mitigare le perdite. La qualità, tuttavia, rimane un punto luminoso in mezzo a queste difficoltà. La speranza ora è che la prossima stagione porti condizioni più favorevoli per il rinascimento dell’industria dell’olio in questa regione ricca di tradizione.

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