Udienza a Perugia su decesso dopo anestesia odontoiatrica
Si apre uno snodo cruciale nell’inchiesta sulla morte di Gaia Pagliuca, la giovane di 23 anni deceduta dopo un intervento odontoiatrico a Petrignano d’Assisi. La Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per tre dentisti, accusati di omicidio colposo. L’udienza preliminare si è svolta davanti al giudice per l’udienza preliminare, che ha aggiornato la decisione al prossimo 26 maggio. Lo riporta oggi il Messaggero dell’Umbria in un articolo a firma di Egle Priolo.
Le accuse della Procura
Secondo il pubblico ministero Annamaria Greco, i tre professionisti avrebbero agito con imprudenza, negligenza e imperizia, violando le linee guida mediche durante l’intervento.
Al centro delle contestazioni vi è la somministrazione di sei dosi di anestetico in tempi ravvicinati, ritenute eccessive rispetto agli standard clinici. Questa condotta avrebbe provocato una tossicità sistemica culminata in un arresto cardiocircolatorio. Secondo la ricostruzione accusatoria, la giovane sarebbe stata sottoposta all’intervento senza adeguata preparazione e senza esami strumentali preliminari.
La gestione dell’emergenza
Ulteriori criticità vengono contestate nella fase successiva al malore. La Procura evidenzia che le manovre di rianimazione sarebbero state eseguite in modo non conforme: il massaggio cardiaco sarebbe stato praticato su una poltrona odontoiatrica, quindi su una superficie non idonea. Inoltre, sempre secondo l’accusa, non sarebbe stato utilizzato il defibrillatore, strumento che avrebbe potuto contribuire al ripristino del ritmo cardiaco prima dell’arrivo dei soccorsi.
La posizione della difesa
Di segno opposto la linea difensiva, rappresentata dall’avvocato Luca Maori, che parla di “tragica fatalità”. I legali sostengono la correttezza dell’operato dei sanitari e contestano le conclusioni della consulenza tecnica. Tra i punti sollevati, anche la relazione tra il peso della paziente e la quantità di anestetico somministrata, ritenuta compatibile con i parametri clinici.
Il dolore della famiglia
La vicenda ha profondamente colpito la comunità e la famiglia della giovane. Il padre, Vincenzo Pagliuca, ha ribadito la volontà di ottenere giustizia, sottolineando come la figlia fosse in buona salute prima dell’intervento. La famiglia ha scelto di non costituirsi parte civile in questa fase, pur mantenendo ferma la richiesta di accertare eventuali responsabilità.
Attesa per la decisione
Il giudice si è riservato sulla richiesta di rinvio a giudizio. La decisione è attesa per l’udienza del 26 maggio, quando verrà stabilito se i tre professionisti dovranno affrontare il processo. Il procedimento resta nella fase preliminare e, come previsto dall’ordinamento, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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