Terrorismo minorile 17enne resta detenuto senza domiciliari

Terrorismo minorile 17enne resta detenuto senza domiciliari

Decisione del giudice tra Umbertide e Pescara sul caso

Respinti i domiciliari. Il 17enne resta nell’istituto di pena minorile. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei minori de L’Aquila ha confermato la misura cautelare per il giovane arrestato nei giorni scorsi, ritenendo ancora attuali le esigenze che avevano portato al provvedimento restrittivo.

Il ragazzo, originario di Pescara ma residente con la madre a Umbertide, rimane detenuto nella struttura minorile di Firenze. Il quadro delineato dagli inquirenti non cambia. Gli elementi raccolti indicano una pericolosità ritenuta concreta e attuale.

Indizi confermati e rischio reiterazione

Confermati i gravi indizi di colpevolezza. Il materiale analizzato dai carabinieri del Ros, estratto dal telefono sequestrato durante una perquisizione eseguita nei mesi scorsi, rappresenta uno dei pilastri dell’inchiesta. I contenuti avrebbero evidenziato attività di propaganda e diffusione di documenti legati a pratiche terroristiche.

Secondo l’accusa, il giovane avrebbe condiviso manuali operativi relativi alla costruzione di armi ed esplosivi, oltre a contenuti di matrice estremista. Il giudice ha inoltre ritenuto concreto il rischio di reiterazione del reato, elemento decisivo per la conferma della custodia cautelare.

La difesa e la decisione del giudice

Non hanno convinto le spiegazioni fornite dal diciassettenne durante l’interrogatorio di garanzia. Il ragazzo aveva negato il coinvolgimento diretto nella diffusione di materiale illecito, sostenendo di essere entrato in contatto con ambienti estremisti anni prima e di non essere riuscito ad allontanarsene per timore di ritorsioni.

Una versione ritenuta non sufficiente. Il giudice ha valutato il quadro indiziario complessivo e ha escluso la possibilità di sostituire la misura con gli arresti domiciliari.

Ipotesi di attacco e contenuti estremisti

Nel fascicolo della procura dei minori de L’Aquila viene delineato uno scenario più ampio. Gli investigatori ipotizzano che il giovane stesse progettando un’azione violenta in ambito scolastico, prendendo spunto da episodi avvenuti in contesti internazionali.

I contenuti esaminati farebbero riferimento a ideologie neonaziste e suprematiste, con messaggi che incitano alla violenza e illustrano modalità operative per la realizzazione di armi artigianali ed esplosivi.

Nuovi accertamenti e ricorso

Nel corso della recente perquisizione nell’abitazione di Umbertide non sarebbero emersi nuovi elementi rilevanti, se non il sequestro di un ulteriore dispositivo telefonico. Anche questo sarà oggetto di approfondimenti investigativi.

La difesa ha annunciato ricorso al Tribunale del Riesame. L’obiettivo è ottenere una revisione della misura cautelare, puntando alla scarcerazione o alla concessione dei domiciliari. La decisione è attesa nei prossimi giorni, mentre proseguono gli accertamenti su contatti e attività online del giovane.

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