Dalla Loggia gli interventi, Leone XIV invita alla concordia
📌 FLASH NEWS – Mattarella ad Assisi per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Zuppi e Moroni lanciano appelli alla pace, Leone XIV chiede concordia tra i popoli. Stoppini accende la lampada votiva. Alle 16 Vespri e benedizione al mondo
La richiesta di pace, il dialogo tra i popoli e la tutela della dignità umana hanno attraversato le celebrazioni del 4 ottobre ad Assisi, nell’ottocentenario della morte di San Francesco. Fedeli arrivati dall’Italia e dall’estero hanno partecipato alla giornata insieme alle autorità civili e religiose. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto dalla Loggia del Sacro Convento dopo la celebrazione eucaristica.
Il capo dello Stato ha richiamato la scelta francescana di vivere nella povertà evangelica, nella pace e nella letizia. Una decisione radicale che, ha sottolineato, ha reso l’uomo che volle per sé e per i suoi seguaci il nome di frati minori una figura conosciuta e amata nella storia universale.
Le celebrazioni e l’accensione della lampada
La giornata religiosa è cominciata alle 6 con la messa conventuale presieduta da fra Carlos Alberto Trovarelli, ministro generale dei Frati minori conventuali e loro centoventesimo successore di San Francesco. Alle 6.50, davanti alla tomba del santo, i frati hanno presentato le preghiere dei devoti.
Il corteo cittadino ha accompagnato l’arrivo dei bambini delle scuole, dei presidenti delle Regioni, dei sindaci delle città capoluogo e delle rappresentanze diplomatiche. Tra le autorità presenti figuravano Alfredo Mantovano, Gianmarco Mazzi e Carlo Deodato. Sergio Mattarella è giunto poco prima dell’inizio della celebrazione principale.
La messa è stata presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi. Durante il rito si sono svolte l’offerta dell’olio e l’accensione della Lampada votiva dei Comuni d’Italia, affidata al sindaco di Assisi, Valter Stoppini.
Zuppi: scegliere la pace davanti alla sofferenza
Nell’omelia, Matteo Maria Zuppi ha ricordato l’esortazione di Francesco ai governanti perché scelgano la pace. Ha sottolineato l’urgenza di questa responsabilità davanti alla vastità della sofferenza e indicato nel dono, anziché nel possesso, una strada per il bene delle persone.
Alla celebrazione hanno partecipato anche Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottocentenario, altri componenti del Comitato e gli studenti premiati nel concorso del Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicato al pensiero, all’opera e all’eredità culturale di San Francesco.
Moroni affida un messaggio alle rappresentanze diplomatiche
Conclusa la messa, dalla Loggia del Sacro Convento ha parlato fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, a nome della Famiglia francescana.
Rivolgendosi agli ambasciatori e ai rappresentanti degli Stati, ha richiamato la Lettera ai reggitori dei popoli. Ha quindi chiesto loro di portare ai rispettivi governi e alle comunità rappresentate la domanda di pace proveniente da Assisi.
Nel suo intervento ha posto il valore della vita umana al di sopra delle conquiste territoriali, degli interessi economici e delle aspirazioni di supremazia. L’eredità francescana, ha spiegato, invita a credere nella fraternità anche durante le contrapposizioni, a difendere la dignità delle persone e a prendersi cura della casa comune.
Mattarella e la radicalità della scelta francescana
Sergio Mattarella ha sviluppato la riflessione sul rapporto tra l’umiltà scelta da Francesco e la portata universale della sua figura.
Il presidente della Repubblica ha osservato che il santo non proponeva una risposta politica alle ingiustizie sociali o al male, ma chiedeva di seguire Cristo attraverso il Vangelo. Proprio quella scelta di povertà, pace e vita fraterna, sconvolgente agli occhi del mondo, ne ha segnato l’influenza nella storia.
Leone XIV: costruire la concordia tra i popoli
Sui maxischermi è stato successivamente trasmesso l’Angelus di Papa Leone XIV. Il Pontefice ha ricordato Francesco come un operaio della vigna del Signore, chiamato da Gesù a riparare la Chiesa.
Ha evidenziato la vitalità del carisma francescano dopo otto secoli, testimoniata dalla Famiglia francescana e dai frutti della sua eredità spirituale. Nell’anno giubilare ha invitato a chiedere con perseveranza il dono della pace e a impegnarsi nella costruzione della concordia fra i popoli, salutando i partecipanti alle celebrazioni di Assisi.
Le iniziative richiamate dalle istituzioni
Davide Rondoni ha ricordato il lavoro del Comitato nazionale per promuovere iniziative destinate a durare: opere artistiche, progetti di solidarietà, attività rivolte ai giovani, studi e sperimentazioni culturali.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha collegato la ricorrenza alla prossimità ai poveri e alla cura del creato. Tra le azioni avviate ha citato la scelta di realizzare l’hospice pediatrico regionale, le attività per i giovani e la coesione territoriale e le risorse assegnate ai Comuni umbri per valorizzare la storia e il pensiero del santo.
Valter Stoppini ha descritto l’accensione della lampada come un gesto vissuto con commozione e responsabilità, sottolineando il significato della presenza del capo dello Stato e la vocazione di Assisi al dialogo.
La sindaca di Perugia
I Vespri e gli appuntamenti televisivi
Il programma prosegue alle 16 nella chiesa inferiore con i Vespri presieduti dal vescovo diocesano, Felice Accrocca. Seguiranno la processione alla chiesa superiore e la benedizione all’Italia e al mondo dal Cupolino.
In serata Rai 1 dedicherà spazio a San Francesco con una performance di Roberto Benigni. Alle 21.55 è previsto il programma in diretta “Francesco il Santo di tutti”, da Perugia e Assisi, con Giorgia Cardinaletti.

Commenta per primo