Sanità, 116117 copre tutta l’Umbria: 28.893 chiamate gestite

La centrale unica collega i 12 distretti e la guardia medica

📌 FLASH NEWS – Il 116117 è operativo in tutta l’Umbria per l’assistenza sanitaria non urgente. Gestite 28.893 chiamate dal 22 maggio al 5 ottobre: il 79,95% delle risposte entro un minuto. Solo l’1,41% dei contatti è stato trasferito al 118


Il 116117 è pienamente operativo in tutta l’Umbria dal 17 settembre. Gratuito e disponibile 24 ore su 24, il numero offre un accesso unico all’assistenza sanitaria non urgente e all’orientamento verso i servizi territoriali. Il servizio è stato presentato l’8 ottobre a Palazzo Donini, a Perugia, insieme ai primi risultati dell’attività avviata nel maggio scorso.

La gestione della Centrale è affidata alla Usl Umbria 1, azienda capofila regionale. La rete raggiunge tutti i dodici distretti umbri, collega le 41 sedi di Continuità assistenziale e coinvolge i principali servizi sanitari e sociosanitari. Il sistema punta a indirizzare ogni richiesta verso la risposta appropriata, contribuendo a limitare gli accessi impropri al Pronto soccorso.

Come vengono indirizzate le richieste

Gli operatori raccolgono il bisogno del cittadino e individuano eventuali segnali di urgenza. Le richieste urgenti vengono trasferite immediatamente al 118. Per i problemi non urgenti, il percorso può invece prevedere informazioni, un teleconsulto, l’accesso alla Continuità assistenziale o il coinvolgimento di altri servizi competenti.

La Centrale può fare da tramite con i servizi per le dipendenze, l’assistenza sociale, il dipartimento di salute mentale, il distretto sanitario, il Punto unico di accesso e il Centro unico di prenotazione.

L’organizzazione prevede due livelli. Il primo comprende accoglienza, geolocalizzazione, intervista strutturata e indirizzamento della chiamata da parte di personale formato. Il secondo coinvolge l’infermiere di Centrale, che svolge la valutazione clinico-assistenziale, fornisce indicazioni di autocura e segue le situazioni complesse. La piattaforma è collegata ai sistemi regionali e al 112/118, così da mantenere disponibili le informazioni lungo il percorso assistenziale.

Quasi otto risposte su dieci entro un minuto

Dal 22 maggio al 5 ottobre sono state gestite 28.893 telefonate. Il periodo comprende diciannove giorni di attività estesa all’intera regione. Nel 79,95% dei contatti la risposta è arrivata entro un minuto.

L’87,15% dei casi è stato indirizzato alla Continuità assistenziale, circa l’11% riguardava richieste informative e l’1,41% è stato trasferito al 118.

La sede unica, situata in via XIV Settembre a Perugia, gestisce a regime circa 320 chiamate giornaliere. Il massimo registrato è stato di 1.124 contatti, mentre la proiezione dei volumi stabilizzati indica circa 117mila telefonate annue. L’attesa media è di 50 secondi e la conversazione dura mediamente poco più di cinque minuti.

La domanda aumenta quando si riduce la disponibilità dei servizi ordinari. Il 52,8% delle chiamate arriva nel fine settimana, soprattutto tra le 8 e le 12. Nei giorni feriali quasi metà del traffico quotidiano si concentra dalle 20 a mezzanotte. Queste informazioni serviranno ad adeguare turni e professionalità ai picchi di richiesta.

Le risposte della Continuità assistenziale

Per gli accessi alla Continuità assistenziale successivi alla gestione della richiesta al 116117, il 36,09% dei casi viene risolto telefonicamente, con una durata media di circa sette minuti. Il 55,25% richiede una visita ambulatoriale, che dura mediamente dodici o tredici minuti.

Le visite domiciliari rappresentano il 7,94% dei casi e impegnano circa quaranta minuti ciascuna. Pur essendo numericamente più limitate, assorbono il 26,1% del tempo medico complessivo. La valutazione telefonica permette quindi di riservare gli interventi a domicilio alle effettive necessità cliniche.

Una rete per avvicinare le cure ai cittadini

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha evidenziato il valore di una gestione regionale condivisa per circa 850mila cittadini. L’integrazione organizzativa, ha spiegato, consente di offrire risposte omogenee nei diversi territori, da Città di Castello a Norcia e Orvieto.

La direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, ha sottolineato il collegamento tra Continuità assistenziale, Case della comunità, medici di medicina generale e rete dell’emergenza. Il direttore generale della Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti, ha attribuito agli operatori e ai professionisti coinvolti il risultato raggiunto nella costruzione del servizio.

Il dirigente regionale Emilio Paolo Abbritti ha richiamato il ruolo del domicilio come luogo di cura, soprattutto per anziani e persone fragili. Il modello integra telemedicina, Case della comunità e oltre trecento infermieri di famiglia.

Enrica Ricci, dirigente regionale della Programmazione e controllo strategico del Servizio sanitario regionale, ha ricordato che, secondo i dati Agenas citati durante la presentazione, circa il 20% degli accessi al Pronto soccorso riguarda bisogni non urgenti o urgenze minori potenzialmente trattabili sul territorio.

In collegamento, Giovanna Giannetti, dirigente medico del ministero della Salute, ha espresso apprezzamento per la copertura raggiunta, evidenziandone l’utilità anche per turisti e visitatori.

Informazione e distribuzione delle risorse

La fase successiva riguarderà la conoscenza del servizio. Il 53,8% degli utenti continua a raggiungere direttamente le sedi di guardia medica, senza un contatto preventivo con la Centrale. Regione e aziende sanitarie avvieranno una comunicazione mirata, coinvolgendo medici di medicina generale e servizi territoriali, per promuovere la chiamata al 116117 prima degli spostamenti per bisogni non urgenti.

I dati raccolti guideranno anche la distribuzione delle risorse. L’obiettivo è rafforzare le sedi con maggiore domanda e tutelare le aree interne e montane, considerando distanze e tempi di percorrenza nella programmazione dell’assistenza.

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