Bonino denuncia carenze d’organico nelle carceri dell’Umbria
📌 FLASH NEWS – Un detenuto italiano di 60 anni è stato trovato morto nel carcere di Perugia Capanne. Il decesso sarebbe dovuto a cause naturali. Il SAPPE reclama nuovo personale, assistenza sanitaria e interventi contro il sovraffollamento.
Un detenuto italiano di 60 anni è stato trovato senza vita nella mattinata del 4 ottobre 2026 nella Casa circondariale di Perugia Capanne. Secondo quanto riferisce il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il ritrovamento è avvenuto intorno alle 7.30, durante il giro per la distribuzione della terapia.
L’uomo era nel letto della cella che condivideva con un altro detenuto. La sua pena sarebbe terminata nel 2030. Il decesso risalirebbe alla notte tra il 3 e il 4 ottobre e sarebbe riconducibile a cause naturali, secondo le informazioni riportate nella nota sindacale.
Il cordoglio e le condizioni degli operatori
La Segreteria nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia del sessantenne. Alla comunicazione della morte, il sindacato ha affiancato un richiamo alle difficoltà affrontate da chi presta servizio negli istituti penitenziari della regione.
Il segretario nazionale del SAPPE per l’Umbria, Fabrizio Bonino, ha segnalato in particolare la situazione di Perugia Capanne. Nella sua valutazione, la carenza di personale e il sovraffollamento rendono gravoso il lavoro degli agenti e degli addetti all’assistenza sanitaria.
Il quadro descritto dal sindacato comprende turni estenuanti, stress e situazioni di violenza. Si tratta di criticità che, secondo il SAPPE, incidono sulle condizioni quotidiane di servizio e richiedono risposte da parte dell’amministrazione.
Le contestazioni di Fabrizio Bonino
Bonino ha rivolto una critica alla gestione delle strutture, sostenendo che gli operatori siano lasciati soli ad affrontare un numero di detenuti ritenuto insostenibile rispetto agli organici disponibili. Ha inoltre ribadito la vicinanza del sindacato a tutte le persone che lavorano nelle carceri umbre.
La denuncia riguarda quindi sia la Polizia Penitenziaria sia il personale sanitario. Per il rappresentante sindacale, garantire condizioni dignitose a entrambe le categorie è necessario per tutelare chi svolge la propria attività all’interno degli istituti.
Organici, assistenza e prevenzione delle aggressioni
Il SAPPE chiede un potenziamento degli organici e la stabilizzazione dei lavoratori precari. Sul versante sanitario, sollecita il rafforzamento dell’assistenza, inserendo questa richiesta in un insieme di interventi strutturali destinati alle carceri umbre.
Tra le altre misure indicate figurano la riduzione del sovraffollamento, il supporto psicologico agli operatori e la prevenzione delle aggressioni. L’obiettivo dichiarato è proteggere l’incolumità e la salute del personale, intervenendo sui fattori che il sindacato considera più critici.
La Segreteria per l’Umbria ritiene che tali provvedimenti non possano essere ulteriormente rinviati. Il SAPPE ha annunciato che continuerà a segnalare le difficoltà degli istituti e a chiedere risposte concrete all’amministrazione.

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