📌 FLASH NEWS – Perugia, degrado dopo la movida del venerdì notte: tra piazza Alfani, via Baldeschi e via Bartolo residenti segnalano urina, vomito, residui e cattivi odori. Chiesti più controlli nel centro storico, anche durante la Settimana della Custodia
Residenti denunciano urina, vomito e schiamazzi fino a tardi
Il centro storico di Perugia, dopo la movida del venerdì e sabato notte, si presenta ancora una volta in condizioni che i residenti definiscono intollerabili. Tra piazza Alfani, via Baldeschi, via Bartolo e le strade vicine, le fotografie scattate al mattino mostrano ampie chiazze sull’asfalto, residui organici, cartacce, sporco e tracce lasciate ai piedi dei palazzi, davanti ai portoni e negli angoli delle vie.
Un quadro che va ben oltre la normale sporcizia lasciata da una serata affollata. I residenti parlano apertamente di urina, vomito e deiezioni, con odori così forti da rendere difficile persino aprire le finestre delle abitazioni.
A piazza Alfani, secondo quanto riferito da chi vive nella zona, la situazione sarebbe diventata particolarmente pesante nelle ore notturne. Dalle 23.30 in poi sarebbe iniziato un continuo passaggio di giovani, uomini e donne, diretti verso gli angoli meno visibili per urinare sotto le abitazioni.
A questo si sarebbero aggiunti urla, risate, schiamazzi e rumori protratti fino a tarda notte, con inevitabili conseguenze per chi in quelle strade abita e il giorno successivo si trova davanti portoni, muri e marciapiedi trasformati in servizi igienici improvvisati.
Le immagini raccontano una situazione difficile da minimizzare. Macchie estese sull’asfalto, muri imbrattati, cartacce utilizzate e poi abbandonate, residui sugli scalini, pavimentazioni sporche e liquidi lungo i muri delle abitazioni. In alcuni punti lo sporco occupa porzioni considerevoli della strada.
Non è più possibile liquidare tutto come il prezzo inevitabile della vita notturna. Divertirsi non significa degradare. Frequentare il centro storico non significa avere il diritto di trasformarlo in una latrina. Il problema non è la presenza dei giovani, ma i comportamenti di chi ritiene normale urinare contro un palazzo, vomitare per strada, abbandonare rifiuti o lasciare altri residui davanti alle case.
E proprio qui emerge la questione più seria: chi controlla?
Se determinate zone sono note da tempo come punti utilizzati per urinare o appartarsi, diventa difficile comprendere perché il fenomeno debba ripetersi sistematicamente ogni fine settimana. Non dovrebbe essere necessario attendere ogni sabato mattina per constatare gli stessi problemi e poi ripulire ciò che è stato lasciato durante la notte.
La prevenzione dovrebbe arrivare prima dello sporco, non dopo.
Servono controlli più frequenti nelle fasce orarie più critiche, presenza sul territorio e interventi nei punti dove il fenomeno si ripete. Non per criminalizzare la movida, ma per evitare che pochi comportamenti incivili rendano invivibili intere strade.
Il centro storico è anche casa. Dietro quei portoni vivono persone che hanno diritto al riposo, alla pulizia e alla possibilità di aprire una finestra senza essere investite dall’odore di urina.
La situazione appare ancora più paradossale perché tutto questo accade durante la Settimana della Custodia, iniziativa dedicata proprio alla cura degli spazi cittadini.
E allora la domanda nasce spontanea: piazza Alfani, via Baldeschi, via Bartolo e le vie circostanti non meritano forse di essere custodite?
Custodire una città non può significare prendersi cura soltanto di alcune aree per pochi giorni. Il centro storico andrebbe custodito ogni notte e soprattutto ogni fine settimana, quando il rischio di degrado aumenta.
Le possibilità sono sostanzialmente due: impedire che certi comportamenti avvengano oppure intervenire tempestivamente su chi li mette in atto, attraverso controlli adeguati e una presenza capace di svolgere una reale funzione deterrente.
Perché quello documentato dalle fotografie non è folklore da movida. È degrado urbano.
E continuare a considerarlo normale significa accettare che uno dei luoghi più preziosi di Perugia, ogni fine settimana, possa essere trasformato in una latrina a cielo aperto.

Questo è il risultato tangibile del “buonismo”. Mi spiace per la Città e in particolare per coloro che vivono in certe zone, ma tornare indietro, purtroppo, non sarà facile.
Ecco la devastante presenza di una amministrazione rossa filo Hannoun, accogliona, pro pal. i mostri sinistri.