Anestesia e soccorsi al centro delle accuse per tre dentisti
📌 FLASH NEWS – Tre dentisti a processo dal 20 gennaio per la morte di Gaia Pagliuca, 23 anni, morta dopo un intervento nel 2024. L’accusa contesta dosi di anestetico e soccorsi inadeguati. Il liceo Properzio ad Assisi le dedica un laboratorio
Il processo per la morte di Gaia Pagliuca inizierà il 20 gennaio. A rispondere dell’accusa di omicidio colposo saranno tre dentisti: il titolare dello studio in cui la giovane era stata sottoposta a un intervento e le sue due figlie, entrambe odontoiatre. La vicenda riguarda il trattamento anestetico e la gestione dell’emergenza che precedettero il decesso della ventitreenne.
Gaia morì il 29 settembre 2024, dopo un breve ricovero nella terapia intensiva dell’ospedale di Perugia. A due anni dalla sua scomparsa, il procedimento si prepara ad affrontare in aula le responsabilità contestate ai professionisti.
Dalla cura della carie all’emergenza
La giovane si era rivolta allo studio dentistico per curare una carie. In quella occasione le era stata proposta anche l’estrazione di un dente del giudizio. Durante il percorso di cura, un intervento considerato di routine ebbe un esito drammatico.
Dopo l’anestesia, Gaia accusò un malore che portò all’arresto cardiaco. Seguì il ricovero ospedaliero, che non riuscì a evitarne la morte. Le modalità di somministrazione del farmaco e gli interventi effettuati per rianimarla sono al centro della ricostruzione formulata dall’accusa.
Le contestazioni sull’anestesia e sui soccorsi
Secondo l’inchiesta, il decesso sarebbe riconducibile a imprudenza, negligenza e imperizia dei tre imputati. Viene contestato il mancato rispetto delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali, sia nel trattamento sia nella successiva risposta all’emergenza.
Nella ricostruzione accusatoria, a provocare il malore sarebbe stato un sovradosaggio di anestetico. Anche i tentativi di rianimazione sarebbero stati inadeguati. Una specifica contestazione riguarda il mancato impiego del defibrillatore: secondo l’accusa, il suo utilizzo avrebbe potuto salvare la vita della giovane. Queste valutazioni saranno sottoposte al vaglio del processo.
Il risarcimento e la scelta del padre
L’assicurazione ha intanto corrisposto un risarcimento. Il padre di Gaia, Vincenzo Pagliuca, assistito dall’avvocato Simone Moriconi, ha deciso di non costituirsi parte civile. La scelta riguarda la sua partecipazione al procedimento, mentre resta aperto il percorso giudiziario nei confronti dei tre dentisti.
Il laboratorio dedicato alla sua memoria
Ad Assisi, il liceo Properzio ha intitolato un laboratorio a Gaia, che nell’istituto aveva conseguito il diploma linguistico. Successivamente aveva continuato a studiare e aveva già trovato un impiego in una casa di moda.
L’iniziativa della scuola affianca il ricordo custodito dagli amici. Per il padre e il fratello, tuttavia, l’affetto manifestato e l’omaggio dell’istituto non attenuano il dolore della perdita.

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