Finanziati due progetti su microbiota nasale ed epilessia
Il Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda Ospedaliera di Perugia si conferma un polo di riferimento scientifico nazionale, aggiudicandosi circa 900 mila euro nell’ambito della Ricerca Finalizzata del Ministero della Salute. I fondi sono destinati a due studi d’avanguardia che mirano a rivoluzionare la diagnosi e la cura di patologie respiratorie, allergiche e neurologiche. Il Direttore Generale Antonio D’Urso ha sottolineato come questo successo premi la capacità della struttura di attrarre risorse e sviluppare innovazioni cliniche con ricadute dirette sul Servizio Sanitario Nazionale.
Medicina di precisione e microbiota nasale
Il primo progetto, coordinato dal Prof. Giampietro Ricci e finanziato con 450.000 euro, esplora il ruolo della mucosa nasale come “sentinella” del nostro organismo. Lo studio ipotizza che la disbiosi (l’alterazione del microbiota locale) possa essere una causa determinante nello sviluppo di malattie croniche. Attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale e di tecniche “omiche”, i ricercatori perugini, in collaborazione con l’Università di Perugia e l’IRCCS San Raffaele di Roma, puntano a identificare nuovi biomarcatori per prevenire o correggere tali squilibri, aprendo la strada a trattamenti personalizzati.
Epilessia come segnale precoce di Alzheimer
Il secondo filone di ricerca, guidato dalla Prof.ssa Cinzia Costa con uno stanziamento di 437.000 euro, indaga il legame tra l’epilessia a esordio tardivo e il declino cognitivo. I dati scientifici suggeriscono che crisi epilettiche in età avanzata possano essere segnali premonitori della malattia di Alzheimer. Il progetto “PREDICT” utilizzerà neuroimaging avanzato e biomarcatori ematici per stratificare il rischio dei pazienti, migliorando la qualità della vita attraverso interventi tempestivi. La ricerca vedrà la collaborazione multicentrica con centri di eccellenza di Monza, Modena e Reggio Emilia.
La sinergia tra Regione, Università e Sanità pubblica
Il Magnifico Rettore Massimiliano Marianelli e la Presidente della Regione Stefania Proietti hanno espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto, definendolo un motore di crescita per l’intero territorio. La ricerca finalizzata, a differenza di quella di base, ha un forte carattere traslazionale: i risultati ottenuti in laboratorio devono tradursi rapidamente in protocolli clinici fruibili dai cittadini. Investire in questi percorsi significa rafforzare la sanità pubblica umbra, offrendo cure sempre più efficaci e dimostrando che la collaborazione tra Ateneo e Ospedale è la chiave per rispondere ai bisogni di salute più complessi.

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