Da Pisa a Perugia nel mirino decine di strutture ricettive
Una rete criminale specializzata in truffe ai danni di alberghi e strutture ricettive operative in tutta Italia è stata smantellata dalla Guardia di finanza di Pisa al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica pisana.
L’indagine, sviluppata dai militari della Compagnia di Pontedera, ha portato all’identificazione di cinque cittadini italiani accusati di aver organizzato raggiri ai danni di hotel situati nelle principali località turistiche di diciassette regioni italiane, tra cui anche Perugia, Pisa, Verona e Padova.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati si presentavano telefonicamente come appartenenti alla Guardia di finanza, qualificandosi in alcuni casi come ispettori o ufficiali del Corpo.
Il sistema dei falsi soggiorni negli hotel
Il gruppo contattava le strutture ricettive chiedendo preventivi per soggiorni anche di lunga durata. Per rendere credibile la richiesta, forniva numeri telefonici e riferimenti apparentemente riconducibili a uffici della Guardia di finanza.
Dopo aver ottenuto la fiducia degli operatori alberghieri, i sedicenti finanzieri procedevano alla prenotazione delle camere utilizzando carte di credito o credenziali bancarie risultate poi illecitamente detenute.
I pagamenti apparivano inizialmente regolari. Le strutture, convinte di avere a che fare con veri rappresentanti delle forze dell’ordine, confermavano quindi le prenotazioni senza sospetti immediati.
Il meccanismo fraudolento entrava però in azione pochi giorni dopo.
La richiesta di rimborso e il danno economico
Secondo gli accertamenti della Guardia di finanza, gli indagati annullavano improvvisamente il soggiorno sostenendo di avere ricevuto nuovi incarichi di servizio o impegni istituzionali urgenti.
A quel punto chiedevano il rimborso delle somme già versate, indicando però carte differenti o piattaforme di pagamento diverse rispetto a quelle utilizzate per il presunto saldo iniziale.
Le strutture ricettive, ritenendo autentica l’operazione, provvedevano a effettuare il rimborso reale del denaro.
Successivamente, però, gli istituti bancari annullavano gli accrediti originari perché disconosciuti dai veri titolari delle carte utilizzate fraudolentemente.
In questo modo gli hotel si ritrovavano privi sia del pagamento iniziale sia delle somme restituite agli autori della truffa.
Le indagini tra video e accertamenti bancari
L’attività investigativa è stata sviluppata attraverso approfonditi controlli bancari e analisi dei flussi finanziari, supportati anche da immagini di videosorveglianza e ulteriori elementi raccolti nel corso degli accertamenti.
Gli investigatori sono riusciti così a identificare i cinque presunti componenti dell’organizzazione, ritenuti responsabili di numerosi episodi commessi in diverse aree del Paese.
Le successive perquisizioni, eseguite nelle province di Viterbo e Napoli, hanno permesso ai finanzieri di sequestrare dispositivi informatici, carte di credito e altro materiale considerato utile alle indagini.
Gli apparati elettronici recuperati saranno ora sottoposti a ulteriori verifiche investigative per ricostruire eventuali altri episodi e identificare possibili ulteriori vittime.
Le accuse contestate dalla Procura
Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di truffa, estorsione, usurpazione di titoli e riciclaggio.
L’inchiesta evidenzia ancora una volta l’evoluzione delle frodi che colpiscono il settore turistico e alberghiero, sempre più esposto a raggiri sofisticati basati sull’utilizzo illecito di strumenti di pagamento elettronici e false identità istituzionali.
La Guardia di finanza sottolinea come l’operazione confermi il costante impegno nel contrasto ai fenomeni fraudolenti che danneggiano imprenditori e operatori economici.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con eventuale sentenza definitiva di condanna.

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