La Procura di Lucca chiude le indagini sulla rissa di febbraio
Si chiude il cerchio giudiziario sulla domenica di violenza che ha sconvolto la viabilità autostradale ligure e toscana lo scorso febbraio. La Procura della Repubblica ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di venti soggetti appartenenti alle frange più calde del tifo organizzato. Il provvedimento colpisce dodici sostenitori del Perugia e otto della Lucchese, ritenuti i protagonisti di un violento corpo a corpo avvenuto lungo la carreggiata nord dell’autostrada A12.
La dinamica dell’agguato presso l’area di servizio
Il fascicolo coordinato dal magistrato Paola Rizzo ricostruisce con precisione millimetrica i fatti avvenuti il 23 febbraio 2025. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa della Digos, i supporters umbri, diretti verso Chiavari, avrebbero teso un vero e proprio agguato ai rivali toscani che viaggiavano in direzione Sestri Levante. Gli inquirenti sostengono che il gruppo biancorosso non si trovasse nell’area di servizio Versilia Est per una sosta casuale, ma che avesse pianificato una sosta strategica nel piazzale posteriore per intercettare i convogli dei lucchesi. Al passaggio dei minivan avversari sulla corsia di accelerazione, è scattata l’offensiva che ha trasformato l’asfalto in un campo di battaglia.
Violenza e feriti gravi durante i tafferugli
L’intensità dello scontro ha prodotto conseguenze sanitarie drammatiche. I capi d’imputazione contestati vanno dalla rissa aggravata al lancio di materiale pericoloso, fino all’interruzione di pubblico servizio. Le perizie mediche allegate agli atti descrivono un quadro clinico preoccupante per due dei coinvolti. Un ultras della Lucchese ha riportato una frattura della teca cranica con prognosi di 40 giorni a causa di un colpo inferto con una spranga di ferro. Sul fronte perugino, un giovane ha subito fratture multiple ai metatarsi del piede destro e lesioni alla testa, necessitando di un mese di cure. Le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza e dai video circolati sui canali social mostrano manipoli di uomini vestiti di nero, con volti coperti da caschi e sciarpe, intenti a colpirsi con bastoni, bandiere e bottiglie di vetro.
Daspo e misure interdittive per gli indagati
Parallelamente al percorso penale, la Questura ha già attivato le misure di prevenzione amministrativa. Sono quattordici i Daspo attualmente emessi, per un cumulo complessivo di 56 anni di allontanamento dalle manifestazioni sportive. Le difese, affidate a un nutrito collegio legale tra cui compaiono i nomi di Stefano Tentori Montalto e Donatella Panzarola, dovranno ora rispondere alle accuse di aver paralizzato il traffico veicolare. La rissa ha infatti costretto la Polizia Stradale a bloccare totalmente il transito sulla A12 per diversi minuti, onde evitare che gli automobilisti in transito venissero coinvolti nel lancio di fumogeni e oggetti contundenti o che travolgessero i figuranti presenti in carreggiata. Alcuni indagati avrebbero inoltre tentato di eludere i controlli camuffando le targhe dei propri veicoli con nastro adesivo.

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