Barbara Corvi indagini riaperte dopo nuove tracce a Amelia

Barbara Corvi indagini riaperte dopo nuove tracce a Amelia

Nuovo fascicolo a Amelia per fare luce sul caso Barbara Corvi

La Procura di Terni ha impresso una decisa accelerazione alle indagini riguardanti la misteriosa scomparsa di Barbara Corvi, svanita nel nulla dalla sua abitazione di Montecampano, frazione di Amelia, il 27 ottobre 2009. I magistrati Elena Neri e Marco Stramaglia hanno ufficialmente aperto un nuovo fascicolo investigativo che ricalca le precedenti ipotesi di reato, ovvero omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Svolta nell’inchiesta per la sparizione della trentacinquenne

Al centro degli accertamenti figurano nuovamente il marito della donna, Roberto Lo Giudice, e il cognato Maurizio. L’attenzione degli inquirenti si sta concentrando su elementi tecnici finora rimasti nell’ombra, cercando risposte definitive in reperti risalenti ai primi giorni successivi alla sparizione della giovane madre.

Le cartoline spedite da Firenze sotto la lente dei Ris

L’elemento cardine di questa nuova fase riguarda due cartoline spedite da Firenze pochi giorni dopo il 27 ottobre 2009 e recapitate nella casa di Amelia dove la donna risiedeva con la famiglia. Quei messaggi, che recitavano testualmente il desiderio di restare da sola, furono subito etichettati dagli investigatori come un maldestro tentativo di depistaggio. Una perizia calligrafica condotta anni fa aveva già escluso che la grafia appartenesse alla donna scomparsa. Tuttavia, le moderne tecnologie forensi permettono oggi di cercare tracce di DNA residue sui francobolli e sulla colla delle buste, frammenti biologici che potrebbero appartenere a chi materialmente spedì quegli oggetti per simulare un allontanamento volontario mai avvenuto.

Incidente probatorio e comparazione del profilo genetico

I sostituti procuratori hanno convocato Roberto Lo Giudice per sottoporlo a una consulenza tecnica genetico-biologica di tipo irripetibile. La difesa dell’uomo, già coinvolto in passato e successivamente prosciolto dopo un periodo di custodia cautelare, ha richiesto che tali operazioni avvengano sotto la forma dell’incidente probatorio per garantire la massima trasparenza e validità legale dei risultati. Il profilo genetico estratto dai reperti verrà comparato non solo con quello del marito e del fratello, ma anche con quello di altri soggetti, incluso l’uomo con cui la vittima avrebbe intrattenuto una relazione sentimentale all’epoca dei fatti. Questo passaggio mira a smentire o confermare definitivamente le responsabilità nella gestione del presunto depistaggio.

Le rivelazioni dei pentiti e la pista calabrese

Il caso di Barbara Corvi si intreccia da tempo con dichiarazioni provenienti da esponenti della criminalità organizzata. Sebbene Lo Giudice sia stato scarcerato nel 2021 e la posizione archiviata nell’estate del 2023, le recenti dichiarazioni di un collaboratore di giustizia legato alla ‘ndrangheta hanno riacceso i riflettori sulla vicenda. Il pentito avrebbe fornito indicazioni specifiche su un possibile luogo di sepoltura in Calabria, menzionando un pozzo situato nelle campagne di Fuscaldo, in provincia di Cosenza. Nonostante le ricerche effettuate non abbiano ancora portato al ritrovamento del corpo, gli inquirenti umbri ritengono che il nuovo filone d’indagine sulle prove biologiche possa fornire il tassello mancante per chiudere un giallo lungo diciassette anni.

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