Tabacco sequestrato a Terni per quaranta chili in un negozio

Le Fiamme Gialle umbre hanno bloccato il carico dello straniero

Il Gruppo della Guardia di Finanza di Terni ha inferto un colpo significativo al mercato del contrabbando locale. Durante un monitoraggio mirato alla tutela dell’ordine economico e finanziario, le pattuglie hanno individuato un traffico illecito di sostanze da masticare all’interno del perimetro urbano.

Il controllo della Guardia di Finanza di Terni

L’operazione si è concentrata su una specifica attività commerciale situata nel cuore del capoluogo, dove i sospetti degli inquirenti hanno trovato riscontro immediato. Il personale in divisa ha effettuato un accesso ispettivo accurato che ha permesso di svelare la presenza di un deposito non autorizzato di prodotti da fumo destinati alla vendita al minuto.

Il sequestro del Naswar e le violazioni accertate

Le operazioni di perquisizione condotte lo scorso 27 aprile hanno portato alla luce mille confezioni di un particolare tabacco denominato Naswar. La merce, per un peso complessivo di 40 chilogrammi, risultava totalmente priva dei contrassegni dei Monopoli di Stato necessari per la regolare immissione sul mercato nazionale. Il titolare dell’esercizio, un cittadino originario del Bangladesh, non è stato in grado di giustificare la provenienza del carico, che risulterebbe introdotto clandestinamente da un altro Paese dell’Unione Europea. Questo sistema di approvvigionamento permetteva di eludere completamente il sistema fiscale italiano, garantendo un profitto netto di diverse migliaia di euro ai danni dell’erario.

Conseguenze penali e tutela della salute pubblica

L’intervento delle Fiamme Gialle si è concluso con il sequestro penale dell’intero quantitativo di tabacco e la contestuale denuncia del responsabile alla Procura della Repubblica di Terni. Le accuse formulate riguardano le gravi violazioni previste dal decreto legislativo che disciplina il contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Oltre al danno economico stimato per lo Stato, le autorità hanno sottolineato il potenziale rischio sanitario per la cittadinanza. Questi prodotti, circolando al di fuori dei canali ufficiali, non sono sottoposti ai rigidi controlli di qualità e sicurezza che garantiscono l’integrità del consumatore finale. La vigilanza costante sul territorio resta lo strumento primario per neutralizzare i flussi criminali che inquinano l’economia legale.

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