Il Nodo non risolve il problema del traffico urbano ed extraurbano
da Simonetta Cianetti*
Le recenti dichiarazioni dell’assessore Francesco De Rebotti, rilanciate dal Corriere dell’Umbria sul Nodo di Perugia, sollevano una questione seria: siamo di fronte a una soluzione reale o a una narrazione politica?
La risposta, dati alla mano, è chiara: il Nodo non risolve il problema del traffico urbano ed extraurbano. I flussi principali che congestionano la città sono legati agli spostamenti quotidiani di residenti e pendolari, non al traffico di attraversamento. Intervenire con nuove infrastrutture stradali che, secondo gli studi ANAS (che alleghiamo), potrebbero ridurre il traffico locale solo del 4% (Nodino) o, al massimo, dell’11% (intero Nodo), porterebbe benefici solo ai poteri economici che non a caso stanno spingendo in questa direzione (Confindustria Umbria).
Tutto ciò avverrebbe a discapito dei cittadini che, imprigionati per oltre dieci anni dai cantieri, subirebbero la trasformazione del territorio e danni ambientali irreversibili, senza concreti benefici sulla viabilità. Non solo: è ampiamente documentato, anche a livello europeo, il fenomeno della domanda indotta: più strade portano più traffico. I benefici iniziali si riducono rapidamente, mentre restano i costi economici e ambientali.
In questo caso, il costo e l’impatto sono rilevanti sotto diversi fronti:
- Risorse pubbliche ingenti;
- Consumo di suolo e impatti irreversibili sul territorio;
- Rischio concreto di sottrarre investimenti al Trasporto Pubblico Locale (TPL).
È proprio questo il nodo politico della questione: continuare a puntare su grandi opere stradali significa ritardare lo sviluppo di alternative moderne ed efficaci, come il potenziamento del TPL, l’integrazione dei sistemi di mobilità e la riduzione strutturale del traffico. Mentre in tutta Europa le città si muovono in questa direzione, Perugia e l’Umbria rischiano di restare indietro, inseguendo modelli superati.
Per queste ragioni, chiediamo con forza:
- Una valutazione costi-benefici indipendente e aggiornata;
- La pubblicazione trasparente di tutti gli studi sul traffico;
- Un confronto pubblico reale sulle alternative, come quello avviato con il seminario “Mobilità alternative per la città di oggi e di domani” dello scorso 13 febbraio, organizzato in collaborazione con Legambiente Umbria e FIAB, e con il patrocinio dell’Assemblea Regionale, dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia e del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia.
Il futuro della mobilità non si costruisce con gli slogan. Definire “strategica” un’opera che non risolve i problemi strutturali è un errore che i cittadini pagheranno per i decenni a venire.
*Presidente Coordinamento di Comitati, Associazioni ed Imprese SciogliAMO il Nodo di PERUGIA

Non c’è l’allegato…
ora c’è
La matematica va capita bene. In una strada a scorrimento veloce la riduzione anche solo dell’11% del traffico ha effetti molto evidenti su code che nelle ore di punta potrebbero sparire anche nei punti più critici o comunque ridursi del 30-70%, tempi di percorrenza che nelle ore di punta che si riducono del 20-40%, incidenti -10/25% soprattutto dei tamponamenti dovuti agli stop & go tipici di situazioni al limite della capacità, meno traffico “a singhiozzo” e quindi meno emissioni per veicolo, meno tempo in coda e quindi meno stress per i conducenti. Il traffico funziona come un sistema “fragile”: sopra una certa soglia si crea caos (code lunghe, incidenti) mentre sotto quella soglia si ha flusso stabile.