Commozione nella chiesa di San Giovanni Battista a Magione
La folgorazione che ha ucciso Giacomo e Francesco Fierloni domina una giornata che Magione ricorderà a lungo. La chiesa di San Giovanni Battista è gremita fin dalle prime ore del pomeriggio, con un flusso continuo di persone che si accalcano in silenzio davanti ai due feretri. L’atmosfera è sospesa, quasi immobile, mentre il paese si stringe attorno alla famiglia colpita da una tragedia che ha superato ogni immaginazione.
Una dinamica ricostruita con precisione
Il dramma si è consumato il 21 aprile in località La Goga, durante un’operazione che per i due fratelli era routine. Stavano recuperando un piccione da richiamo che non era rientrato nella voliera. L’asta telescopica in carbonio e alluminio, sollevata per raggiungere l’animale, ha intercettato un cavo della media tensione. La scarica da 20.000 Volt ha attraversato il corpo di Francesco, lasciando segni inequivocabili sotto lo sterno e sulle calzature, punti di ingresso e uscita della corrente.
Gli accertamenti medico-legali hanno chiarito anche la posizione di Giacomo. Le sue lesioni indicano un contatto avvenuto in un secondo momento, probabilmente mentre tentava di afferrare il fratello per sottrarlo al pericolo. L’arco voltaico generato dai cavi ha colpito entrambi, senza lasciare margini di sopravvivenza. Lo zio, arrivato poco dopo, ha trovato i due giovani già privi di vita.
Un legame che ha resistito fino all’ultimo istante
I gemelli Fierloni erano molto conosciuti a Magione. Lavoravano nell’azienda di famiglia, trascorrevano gran parte del tempo all’aria aperta e condividevano passioni e progetti. Chi li ha frequentati li descrive come ragazzi affidabili, sorridenti, capaci di portare leggerezza anche nelle giornate più difficili. La loro morte simultanea, avvenuta nel tentativo di proteggersi a vicenda, ha amplificato il dolore di un’intera comunità.
Il sindaco Massimo Lagetti ha proclamato il lutto cittadino. Le attività si sono fermate, le serrande abbassate in segno di rispetto. Il paese ha risposto compatto, consapevole che la famiglia Fierloni sta affrontando un dolore che non trova parole adeguate.
La cerimonia funebre e il silenzio che avvolge Magione
Durante la funzione, la chiesa resta immersa in un silenzio che pesa quanto l’assenza dei due giovani. Le bare identiche avanzano lungo la navata centrale, accompagnate da un’emozione che attraversa ogni volto. I genitori, sostenuti da amici e parenti, seguono i feretri con passo lento, mentre la comunità si stringe attorno a loro in un abbraccio collettivo.
All’uscita, la folla si dispone lungo la piazza. Nessuno parla. I presenti osservano i due cofani che vengono caricati sul carro funebre, consapevoli che quel momento segna una frattura profonda nella storia del paese.
Una ferita che resterà nella memoria collettiva
Magione esce da questa giornata più unita, ma anche più vulnerabile. La tragedia dei gemelli Fierloni resterà impressa nella memoria di tutti, come monito e come testimonianza di un legame che non si è spezzato nemmeno di fronte alla morte. Il paese continuerà a ricordarli, custodendo il loro sorriso e la loro generosità in un dolore che oggi appare impossibile da colmare.

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