Fondazione Albero della Vita coordina alleanza tra istituzioni e associazioni nel territorio
Perugia ha sottoscritto ufficialmente venerdì nella sala della Vaccara di palazzo dei Priori un accordo fondamentale per il rinforzo della filiera educativa territoriale. Il documento, denominato “Trame di Comunità”, rappresenta un’intesa tra il Comune, l’Istituto Comprensivo Perugia 14 e la Fondazione l’Albero della Vita, sottoscritto insieme a ventinove realtà associative, enti e persone fisiche che operano nel tessuto sociale locale.
L’atto sottoscritto costituisce il culmine di un percorso amministrativo rigoroso, avviato tramite avviso pubblico e tavoli di coprogettazione. A sottoscrivere il documento erano presenti l’assessora alle politiche sociali Costanza Spera, l’assessora all’istruzione Francesca Tizi, la dirigente dell’area servizi alla persona Roberta Migliarini, la responsabile dell’unità operativa servizi educativi Ilenia Filippetti, il dirigente dell’istituto comprensivo Michele Baldassarri e Francesca Ferrini, coordinatrice del progetto per la Fondazione.
Scuola al centro della strategia territoriale
L’assessora all’istruzione Francesca Tizi ha inquadrato l’iniziativa come una scelta di indirizzo politico che riposiziona la questione educativa al centro dell’agenda amministrativa. Ha sottolineato come il contesto attuale richieda risposte integrate: fragilità familiari, rischi di ritardo scolastico, difficoltà di integrazione culturale e carenza di spazi aggregativi rappresentano criticità quotidiane che la scuola non può affrontare da sola.
L’assessora ha evidenziato come l’ente comunale non potesse limitarsi a interventi frammentati, ma dovesse costruire una risposta strutturata e condivisa. Il patto rappresenta precisamente questa alleanza: un’intesa tra istituzione comunale, mondo scolastico, fondazione di terzo settore e associazioni territoriali. L’elemento centrale rimane la scuola, intesa come fulcro attorno al quale costruire una rete composta da educatori, volontari, nuclei familiari e cittadini.
Rete diffusa di responsabilità condivisa
La struttura organizzativa prevista comporta vantaggi concreti per gli studenti e supporto significativo per le famiglie. Il progetto include doposcuola, laboratori specializzati, attività educative pomeridiane, spazi riservati agli adolescenti e percorsi linguistici per minori stranieri. Si tratta di iniziative coordinate e continue, non episodiche, destinate a consolidarsi nel tempo.
La tutela dei minori rappresenta un aspetto trasversale di elevato rigore. Tutte le attività saranno condotte nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dell’infanzia, privilegiando sicurezza, dignità e rispetto come fondamenta non negoziabili. Il modello operativo prevede inoltre strumenti di coordinamento, monitoraggio e verifica dei risultati, per garantire l’effettiva funzionalità del progetto oltre la mera dichiarazione di intenti.
Il ruolo della scuola e delle comunità locali
Michele Baldassarri, dirigente dell’istituto comprensivo, ha inquadrato il patto come frutto del lavoro didattico quotidiano svolto dalle insegnanti e della relazione già consolidata con le associazioni del territorio. Ha descritto l’accordo come un contenitore ricco di attività concrete, che nasce da una prospettiva dal basso e beneficia principalmente le giovani generazioni.
Francesca Ferrini della Fondazione l’Albero della Vita ha espresso gratitudine verso l’ente comunale e l’istituto comprensivo per aver creduto fermamente al progetto. Ha sottolineato come la partecipazione rimane costantemente aperta, permettendo l’adesione di ulteriori soggetti nel futuro. Il patto funziona come strumento di governance condivisa finalizzato a valorizzare le risorse territoriali e accrescere la qualità della vita di bambini e nuclei familiari.
Integrazione e contrasto alla povertà educativa
L’assessora alle politiche sociali Costanza Spera ha manifestato soddisfazione per la capacità di assembrare soggetti virtuosi nel territorio di Ponte Felcino e Villa Pitignano, costruendo una rete estesa. Ha precisato come il compito delle istituzioni sia prendere in carico ragazzi e famiglie in condizioni di fragilità, contrastando tempestivamente la povertà educativa e l’isolamento. Ha ribadito come il Comune di Perugia stia operando con intensità nel potenziamento dei servizi esistenti e nel dispiegamento di azioni differenziate.
L’assessora ha sottolineato inoltre come i bisogni della comunità educante meritino attenzione analoga a quelli di minori e nuclei familiari. L’obiettivo finale consiste nell’attivare dinamiche di benessere collettivo, facendo percepire la comunità come entità coesa e unita. Il ruolo istituzionale rimane quello di rendere disponibili risorse e opportunità territoriali, permettendo alle comunità di riconoscersi come protagoniste della propria vita sociale.
Coinvolgimento amministrativo diretto
Ilenia Filippetti, dirigente dell’unità operativa servizi scolastici, ha illustrato come il Comune di Perugia abbia scelto di operare non solamente a fianco della scuola, bensì in maniera diretta mediante il coinvolgimento dei servizi educativi comunali, in particolare l’asilo nido del territorio. Ha invitato le associazioni a diffondere l’iniziativa affinché ulteriori soggetti possano progressivamente aderire.
Roberta Migliarini, dirigente d’area, ha descritto il progetto come un piccolo sogno capace di coniugare il versante scolastico con quello sociale, inteso come accompagnamento gentile che facilita il superamento delle difficoltà. La comunità educante deve fornire elementi di supporto che, insieme, costituiscono una forza significativa per trasformare le dinamiche sociali e prevenire disagio.
Struttura operativa e obiettivi strategici
Il patto educativo rappresenta il primo step concreto verso la realizzazione di una comunità che codisegna interventi educativi integrati, sia formali che informali, destinati al potenziamento dell’offerta didattica, alla valorizzazione delle risorse territoriali e alla costruzione di un ecosistema educativo localizzato.
La fondazione dispone di uno spazio di proprietà comunale, ubicato all’interno dell’istituto comprensivo a Ponte Felcino, messo a disposizione per una durata di nove anni. I patti educativi di comunità operano come strumenti di alleanza tra scuola e territorio, finalizzati alla promozione di una scuola aperta, coesa e inclusiva, capace di valorizzare spazi interni ed esterni e di mobilitare il capitale sociale locale in logica di corresponsabilità e sussidiarietà orizzontale.
Programmazione delle attività e bisogni emersi
Il territorio di Ponte Felcino e Villa Pitignano presenta caratteristiche di pluralità culturale e linguistica, con una presenza significativa di persone con background migratorio e individui in condizioni di vulnerabilità socio-economica. L’analisi iniziale ha evidenziato criticità riconducibili a povertà economica, educativa e sociale, isolamento, difficoltà di integrazione, episodi di vandalismo, carenza di spazi aggregativi per adolescenti e giovani, nonché bisogni connessi a disabilità e disturbi dell’apprendimento.
La risposta programmata contempla supporto alla genitorialità tramite sportelli di ascolto, gruppi di auto-mutuo-aiuto e incontri tematici con professionisti su infanzia e genitorialità. Sono previsti laboratori diversificati per fasce d’età, laboratori per genitori, attività congiunte genitori-figli, corsi di italiano L2 per minori e adulti stranieri, spazi di mediazione educativa per preadolescenti e adolescenti, servizi di aiuto compiti e doposcuola.
Governance e durata dell’accordo
Il patto ha validità annuale, con decorrenza dal ventiquattro aprile duemila ventisei e scadenza al ventitré aprile duemila ventisette, con possibilità di rinnovo. La realizzazione degli obiettivi prevede la costituzione di un tavolo di coordinamento e di un tavolo operativo di coprogettazione.
Le trentotto realtà aderenti includono Unione nazionale consumatori, Rti Borgorete e Polis, Amici e volontari del bosco didattico, Cesvol Umbria, laboratori di lettura specializzati, Intrecciamo i fili, Luoghi comuni, associazioni di promozione sportiva e culturale, cooperative sociali, congregazioni religiose, organizzazioni di volontariato e cittadini impegnati nel supporto e nella promozione comunitaria. La partecipazione rimane aperta, permettendo ulteriori adesioni nel corso del tempo.

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