Memoria e diritti il 25 aprile ai Giardini del Frontone
Una targa commemorativa in ricordo delle vittime Lgbtqia+ perseguitate durante il regime fascista sarà installata a Perugia, nei pressi dei Giardini del Frontone e del monumento ai caduti del XX Giugno. L’iniziativa, approvata dalla giunta comunale e promossa da Omphalos Lgbtqia+, sarà inaugurata sabato 25 aprile alle ore 15 con una cerimonia aperta alla cittadinanza.
La scelta della data non è casuale: l’evento si inserisce infatti nelle celebrazioni dell’81° anniversario della Festa della Liberazione, con l’obiettivo di restituire visibilità a una pagina della storia a lungo rimasta ai margini della memoria collettiva.
La targa renderà omaggio in particolare a Fernanda Bellachioma, cittadina perugina tra le prime persone condannate al confino politico nel 1928 a causa della propria omosessualità, ma anche a tutte le persone discriminate per orientamento sessuale o identità di genere sotto il regime.
Durante la presentazione a Palazzo dei Priori, i rappresentanti istituzionali e dell’associazione promotrice hanno sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa. Il consigliere delegato Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha parlato di “un gesto di altissimo valore simbolico che illumina un capitolo oscuro della storia”, evidenziando la necessità di trasformare la memoria in impegno concreto contro ogni forma di discriminazione.
Sulla stessa linea l’assessore Francesco Zuccherini, che ha definito la targa “un ponte tra passato e presente”, capace di restituire dignità a storie dimenticate e rafforzare i valori della Resistenza e dell’inclusione.
L’area scelta per la collocazione – legata alle vicende storiche del XX Giugno – rappresenta un luogo fortemente identitario per la città, simbolo delle lotte per la libertà. Un contesto che oggi si arricchisce di un nuovo significato, includendo anche la memoria delle persecuzioni legate all’identità e all’orientamento sessuale.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di recupero storico portato avanti da Omphalos, che ha ricostruito la vicenda di Bellachioma attraverso ricerche negli archivi locali e nazionali. Un lavoro che proseguirà con un incontro di approfondimento previsto il 15 maggio, contribuendo a consolidare una memoria più inclusiva e consapevole.

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