Morosità Ater Umbria scontro politico e numeri in Aula aspro

Morosità Ater Umbria scontro politico e numeri in Aula aspro

Dati e accuse tra Giunta e opposizione a Perugia Aula locale

La questione della morosità negli alloggi pubblici gestiti da Ater Umbria accende il confronto politico in Assemblea legislativa, con numeri divergenti e letture opposte sulla reale dimensione del fenomeno. La mozione presentata dal consigliere Enrico Melasecche è stata respinta con i voti della maggioranza, segnando un passaggio rilevante nel dibattito sulla gestione dell’edilizia residenziale pubblica.

Un quadro complesso tra debiti e fragilità sociali

Secondo i dati illustrati in Aula, la morosità avrebbe raggiunto livelli strutturali, coinvolgendo circa un quarto degli assegnatari. Si parla di oltre duemila nuclei familiari in difficoltà su un totale di poco meno di ottomila alloggi occupati, con un debito complessivo stimato attorno ai 12 milioni di euro.

Una parte consistente di questa cifra viene attribuita alla cosiddetta morosità incolpevole, legata al progressivo indebolimento del potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, resta una quota residuale che alimenta criticità nella gestione ordinaria del patrimonio abitativo.

Il mancato pagamento dei canoni e degli oneri condominiali produce effetti immediati. Vengono messi a rischio servizi essenziali come riscaldamento, illuminazione e manutenzione, con ricadute dirette sulla qualità della vita degli inquilini e sulla sicurezza degli edifici.

Cantieri e sostenibilità finanziaria sotto pressione

Il tema della liquidità si intreccia con quello degli investimenti in corso. Ater Umbria è infatti impegnata in importanti interventi di rigenerazione urbana finanziati anche con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Tra i progetti più rilevanti figurano quelli avviati a Ponte San Giovanni e nel quartiere San Valentino–San Lucio a Terni. In questo contesto, una flessione delle entrate derivanti dai canoni rischia di compromettere l’equilibrio finanziario dell’ente, rendendo più complessa la gestione dei cantieri.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la presenza di un numero significativo di alloggi sfitti, stimato attorno al 20 per cento del patrimonio complessivo. Si tratta di immobili spesso non immediatamente assegnabili a causa della necessità di interventi di riqualificazione.

La posizione della Giunta e la replica politica

Dalla Giunta arriva una lettura profondamente diversa. L’assessore Fabio Barcaioli ha parlato di una ricostruzione non aderente alla realtà, sottolineando come alcuni dati siano stati interpretati in modo fuorviante.

Secondo quanto riferito, la quota di morosità incolpevole sarebbe molto più contenuta rispetto alle cifre indicate, mentre il trend complessivo mostrerebbe segnali di miglioramento, con una riduzione della morosità nell’ultimo anno.

L’assessore ha inoltre evidenziato un avanzamento significativo dei cantieri, con percentuali superiori alla media nazionale, e un piano industriale orientato al rafforzamento del patrimonio pubblico attraverso nuovi investimenti.

Altro elemento centrale riguarda il recupero delle somme dovute. L’invio massivo di avvisi di pagamento avrebbe consentito di evitare la prescrizione di numerosi crediti, riportando risorse nelle casse dell’ente.

Il nodo delle politiche abitative future

La bocciatura della mozione non chiude il confronto, ma lo rilancia su un terreno più ampio. Il tema della sostenibilità dell’edilizia pubblica resta centrale, soprattutto alla luce dell’aumento delle fragilità sociali e della crescente domanda abitativa.

Il dibattito si concentra ora sulla necessità di strumenti efficaci per il recupero dei crediti, ma anche su politiche capaci di prevenire nuove situazioni di morosità. In questo scenario, il ruolo delle risorse pubbliche e dei fondi dedicati diventa determinante.

Resta aperta la sfida di conciliare rigore gestionale e tutela sociale, garantendo al tempo stesso la continuità dei servizi e il completamento degli interventi di riqualificazione in corso.

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