Economia circolare e Pnrr Gesenu sollecita un decreto urgente

Economia circolare e Pnrr Gesenu sollecita un decreto urgente

 Appello istituzionale per sbloccare i cantieri di Perugia 

PERUGIA, 22 aprile 2026  – La gestione dei rifiuti e la transizione ecologica nazionale si trovano a un bivio decisivo che richiede una risposta normativa immediata. Gesenu ha lanciato un forte appello alle autorità centrali per sollecitare l’adozione di un provvedimento legislativo d’urgenza. L’obiettivo è blindare i progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, scongiurando il rischio di perdere risorse vitali a causa di incertezze procedurali o scadenze eccessivamente rigide. L’economia circolare non rappresenta solo un traguardo ambientale, ma una necessità infrastrutturale per colmare il divario tra le diverse aree del Paese, come riferisce il comunicato di Lucrezia Sarnari – Ufficio stampa e comunicazione.

La richiesta dell’operatore umbro punta a ottenere garanzie concrete per il completamento delle opere già avviate. Attualmente, la mancanza di un quadro normativo stabile espone i gestori pubblici e privati al pericolo di definanziamento, una minaccia che peserebbe direttamente sui cittadini. Portare a termine gli impianti previsti dal Pnrr significa permettere ai territori di gestire i propri scarti in totale autonomia, abbattendo i costi logistici e la dipendenza da strutture esterne. In questo senso, la valorizzazione delle materie prime seconde diventa un pilastro per la resilienza economica delle comunità locali, contribuendo in modo significativo al raggiungimento dei target climatici fissati dall’Unione Europea.

Nel contesto nazionale, il progetto più avanzato si trova proprio in Umbria. Si tratta del nuovo impianto per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona, situato all’interno del polo impiantistico di Ponte Rio a Perugia. I lavori sono stati ufficialmente consegnati lo scorso 2 marzo, dopo un rigoroso iter di affidamento tramite gara pubblica e l’ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie. Ad oggi, questo cantiere rappresenta il modello di riferimento italiano per velocità di esecuzione e rispetto del cronoprogramma. Proprio per tutelare queste eccellenze operative, Gesenu ribadisce che il tempo è una variabile non negoziabile: senza un intervento governativo rapido, si rischia di vanificare uno sforzo tecnologico e finanziario senza precedenti. L’istanza sollevata da Gesenu non è isolata, ma si inserisce in una mobilitazione più ampia che vede coinvolti Legambiente e altre nove stazioni appaltanti impegnate nella linea C del Pnrr. Questa coalizione istituzionale preme affinché il Governo fornisca certezze agli operatori impegnati sul campo. Trasformare gli investimenti miliardari in risultati tangibili richiede una stabilità operativa che solo un decreto dedicato può offrire. La realizzazione di infrastrutture all’avanguardia è l’unica soluzione per modernizzare un settore che per troppi anni ha sofferto di carenze strutturali. Solo attraverso la protezione legale dei fondi assegnati sarà possibile garantire un futuro sostenibile e circolare all’intero sistema Paese. La sfida della modernizzazione entra dunque nel suo vivo.

La capacità di risposta delle istituzioni nazionali determinerà il successo di progetti industriali che mirano a rendere l’Italia un leader europeo nel recupero di materia. Gesenu conferma il proprio impegno quotidiano, ma attende ora un segnale forte dalla politica per poter completare la rivoluzione verde iniziata nei territori.

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