Imprese umbre in crisi per costi e ritardi
📌 FLASH NEWS – Il caro carburante torna al centro delle preoccupazioni del settore primario. Confagricoltura Umbria chiede interventi nazionali e regionali per contenere i costi del gasolio agricolo, accelerare le autorizzazioni e sostenere la liquidità delle aziende
________________________________________
Perugia, 9 ottobre 2026 – Il progressivo aumento del costo del gasolio agricolo sta aggravando la situazione economica delle aziende umbre. A evidenziarlo è Confagricoltura Umbria, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di adottare misure in grado di alleggerire il peso dei rincari che incidono sull’intera filiera produttiva. Secondo l’organizzazione agricola, il comparto si trova infatti a fronteggiare una fase particolarmente complessa, caratterizzata dall’aumento generalizzato dei costi di produzione, dalle difficoltà legate all’andamento dei mercati e dagli effetti delle condizioni climatiche. In questo contesto, come riporta il comunicato dell’Ufficio stampa Confagricoltura Umbria – Danilo Nardoni – il carburante rappresenta una delle voci di spesa più rilevanti per molte aziende. Confagricoltura Umbria ritiene indispensabile una risposta coordinata tra livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività agricole e preservare la competitività delle imprese del territorio. L’associazione guarda con favore all’iniziativa del Governo volta ad aprire un confronto con le principali compagnie energetiche per individuare soluzioni che possano contribuire a ridurre il costo dei carburanti.
Per il presidente Matteo Pennacchi, l’avvio di questo percorso rappresenta un segnale positivo, ma occorre che gli effetti delle eventuali decisioni si traducano rapidamente in benefici concreti per le imprese agricole. L’organizzazione sottolinea inoltre come qualunque riduzione dei prezzi debba essere effettivamente applicata lungo tutta la rete di distribuzione, in modo da consentire alle aziende di usufruire in maniera uniforme delle misure previste. L’aumento del prezzo del carburante interessa numerosi aspetti delle lavorazioni agricole. Dalla preparazione dei terreni alle operazioni di semina, dall’irrigazione fino alle attività di raccolta, gran parte dei processi produttivi dipende infatti dall’utilizzo di mezzi alimentati a gasolio, oltre alle spese legate all’energia, ai fertilizzanti e agli altri fattori indispensabili per la gestione aziendale. L’effetto complessivo è una riduzione dei margini economici delle imprese, già sottoposte a forti pressioni dovute all’incremento dei costi. Per molte realtà agricole l’aumento delle spese non può essere trasferito integralmente sul valore finale dei prodotti. Questa situazione rischia di compromettere la sostenibilità economica delle attività, soprattutto nelle aziende con minore capacità finanziaria. Confagricoltura Umbria evidenzia come alcune amministrazioni regionali abbiano già predisposto interventi straordinari a supporto del settore.
Nelle Marche sono stati destinati circa quattro milioni di euro a contributi specifici, con rimborsi sul carburante utilizzato nel periodo estivo e con la possibilità di incrementare le assegnazioni di gasolio agevolato. Nel Lazio, all’interno di un più ampio pacchetto di sostegno all’agroalimentare, una quota significativa delle risorse è stata indirizzata al contenimento del costo del carburante. Anche la Sicilia ha previsto fondi per compensare gli aumenti sostenuti dalle imprese agricole e della pesca. Secondo l’organizzazione, questi esempi dimostrano che le Regioni possono svolgere un ruolo importante nel sostenere il settore durante le fasi più difficili. Per tale ragione viene chiesta una valutazione anche in Umbria sulla possibilità di individuare risorse straordinarie da destinare alle aziende agricole. Pur riconoscendo i vincoli finanziari che caratterizzano i bilanci pubblici, Confagricoltura Umbria invita la Regione ad aprire un confronto sul tema.
L’associazione ritiene che uno stanziamento dedicato potrebbe rappresentare un segnale concreto di attenzione nei confronti di un comparto considerato strategico per l’economia e per il presidio del territorio. L’obiettivo, secondo l’organizzazione, dovrebbe essere quello di affiancare le misure nazionali con strumenti regionali capaci di offrire un sostegno immediato alla liquidità delle aziende e contribuire a contenere gli effetti dei rincari. Per questo motivo viene auspicata la possibilità di attivare fondi specifici o forme di intervento mirate, attraverso un percorso condiviso con le rappresentanze del mondo agricolo. Accanto all’aumento dei prezzi, emerge anche il tema delle procedure amministrative riguardanti il gasolio agricolo agevolato.
Secondo Confagricoltura Umbria, le autorizzazioni necessarie per l’assegnazione del carburante stanno registrando ritardi significativi, superiori a quelli riscontrati negli anni precedenti. L’associazione ritiene quindi necessario accelerare l’iter burocratico per consentire agli operatori di programmare e svolgere le attività nei tempi richiesti dalle campagne agricole. Una maggiore rapidità nelle procedure viene considerata una misura essenziale tanto quanto gli interventi economici, poiché consentirebbe alle aziende di operare con maggiore efficienza e di ridurre le difficoltà organizzative. Tra gli aspetti che maggiormente preoccupano il settore vi è la possibilità che una parte dei terreni non venga lavorata.
Confagricoltura Umbria osserva che in numerose aree agricole le operazioni preparatorie risultano ancora incomplete. Alla base di questa situazione vi sarebbero le difficoltà economiche legate all’incremento dei costi e alle problematiche connesse all’approvvigionamento del carburante agevolato. Per l’organizzazione, senza risposte rapide il rischio è quello di una riduzione delle superfici effettivamente coltivate, con conseguenze che potrebbero riflettersi sull’intero comparto agricolo regionale. Sul fronte nazionale, Confagricoltura richiama la necessità di valutare tutte le soluzioni disponibili per contrastare il caro carburanti. Tra le ipotesi indicate figurano strumenti fiscali dedicati, fondi specifici e altre misure capaci di attenuare l’impatto dei rincari.
L’associazione ricorda inoltre l’importanza degli strumenti di sostegno già previsti a favore delle imprese agricole, che dovrebbero poter essere utilizzati con procedure semplici e tempi compatibili con le esigenze operative delle aziende. Guardando al medio e lungo periodo, viene sottolineata la necessità di una strategia energetica più ampia, orientata a ridurre l’esposizione del sistema produttivo alle crisi internazionali e alle tensioni sui mercati.
In questo quadro si inserisce anche la richiesta di interventi straordinari a livello europeo e di una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse pubbliche, per affrontare gli effetti delle crisi energetiche e delle turbolenze geopolitiche. Confagricoltura Umbria conclude ribadendo che il settore agricolo non può continuare a sostenere autonomamente l’intero peso degli aumenti dei costi produttivi e auspica una collaborazione tra Governo, Regione e operatori della filiera energetica per individuare soluzioni efficaci e durature.
Maggiori informazioni nel sito dedicato: www.confagricolturaumbria.it

Commenta per primo