48enne deve scontare quasi 4 anni in carcere estradizione imminente da Oberhausen
Le forze dell’ordine tedesche hanno fermato un latitante albanese di 48 anni il 2 aprile a Oberhausen, in Germania. L’uomo, ricercato dal ottobre 2023, deve scontare una condanna residua di 3 anni e 9 mesi per spaccio di stupefacenti ed estorsione. Il mandato di arresto europeo è partito dalla Procura Generale di Perugia.
Rete criminale tra spaccio ed estorsione
Il quarantaottoenne operava in un gruppo ristretto con due connazionali. Si dedicavano allo spaccio di cocaina in Abruzzo, tra Francavilla al Mare e Miglianico. Le indagini hanno documentato cessioni per circa 260 grammi di sostanza pura. Le operazioni avvenivano in contesti urbani, con scambi rapidi e discreti per evitare controlli.
Uno dei complici era già finito in manette in Spagna a marzo. Quella cattura ha svelato dinamiche interne al sodalizio. Il latitante aveva minacciato la vittima per un debito di droga non saldato. Le telefonate intimidatorie includevano frasi crude come “ti taglio le orecchie”. La pressione ha costretto l’uomo a pagare 2.000 euro in contanti.
Indagini complesse e spostamenti elusivi
La Procura di Perugia ha coordinato l’inchiesta tramite l’Ufficio S.D.I. Hanno collaborato il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia di Roma e autorità estere. Il fuggitivo si era volatilizzato cambiando identità. Le prime tracce lo collocavano a Duisburg, in Germania.
Gli spostamenti lo rendevano un bersaglio mobile. Ad agosto 2025, lo avvistano in Ungheria diretto in Albania. Questo ha allungato i tempi della caccia. Squadre investigative hanno monitorato rotte e alias per mesi. Solo con verifiche mirate hanno stretto il cerchio su Oberhausen.
Arresto e procedura di estradizione
L’operazione del 2 aprile ha colto il latitante impreparato. Ora attende l’estradizione in Italia. La pena definitiva arriva da procedimenti umbri che hanno esaminato prove schiaccianti. Documenti telefonici, testimonianze e intercettazioni hanno inchiodato il gruppo.
Le autorità tedesche confermano la custodia cautelare. Il rientro in Italia chiuderà un capitolo aperto da oltre due anni. L’Abruzzo resta teatro di traffici simili, con procure vigili su rotte balcaniche. Questo caso rafforza la rete europea contro il narcotraffico.
Il fermo sottolinea l’efficacia dei mandati europei. Perugia ha dimostrato come coordinamento transnazionale smaschera latitanti. Il quarantaottoenne non sfuggirà alla giustizia italiana. La condanna residua di quasi quattro anni segna la fine della sua latitanza.

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