Mobilità, Anima Perugia rilancia il nodo di Ponte San Giovanni

Mobilità, Anima Perugia rilancia il nodo di Ponte San Giovanni

A Perugia confronto aperto tra traffico e impatto ambientale

Riportare il confronto sul Nodo di Perugia su un piano concreto, evitando dibattiti ideologici e concentrandosi invece sulle reali criticità della città. È la posizione espressa da Anima Perugia, che richiama l’attenzione sulla situazione della mobilità urbana e, in particolare, sull’area di Ponte San Giovanni, considerata oggi il vero punto nevralgico del traffico cittadino.

Il movimento civico evidenzia come il progetto infrastrutturale del Nodo continui a essere al centro del dibattito pubblico senza che esista, al momento, una copertura economica completa per la realizzazione dell’opera.

“Serve un confronto basato sui dati”

Secondo Anima Perugia, la discussione rischia di diventare sterile se non accompagnata da dati aggiornati e da valutazioni tecniche condivise. Il riferimento è all’infrastruttura dal costo stimato di circa 1,6 miliardi di euro, progetto che continua a dividere politica, cittadini e associazioni.

Il gruppo sottolinea l’importanza delle nuove analisi sulla viabilità dell’area di Ponte San Giovanni annunciate dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, considerate fondamentali per comprendere la reale efficacia delle soluzioni future.

Per Anima Perugia, soltanto attraverso dati aggiornati sarà possibile costruire un confronto serio e assumere decisioni consapevoli sulla mobilità cittadina.

I timori sull’impatto ambientale

Tra gli aspetti evidenziati emerge anche la questione ambientale. Secondo il movimento civico, il progetto del Nodo avrebbe un impatto rilevante su aree particolarmente delicate del territorio, tra cui le Zone Speciali di Conservazione dell’Ansa degli Ornari e del Bosco di Collestrada.

Per questo viene chiesta la massima attenzione nella valutazione degli effetti ambientali e paesaggistici dell’opera, oltre alla necessità di una progettazione tecnica dettagliata che consenta di definire con precisione costi, tempi e benefici reali.

“No a cantieri incompiuti”

Anima Perugia richiama inoltre il tema della sostenibilità economica dell’intervento. Secondo il gruppo, qualsiasi eventuale realizzazione per stralci dovrebbe essere accompagnata da garanzie finanziarie certe per evitare il rischio di opere incompiute e disagi prolungati per cittadini e attività economiche.

Nel documento viene sottolineato anche come l’esperienza di altre realtà urbane dimostri che l’aumento della capacità stradale non sempre porta a una riduzione stabile del traffico, ma possa addirittura favorire un incremento dei flussi veicolari.

La proposta sulla mobilità urbana

Per questo motivo Anima Perugia ritiene prioritario intervenire sul miglioramento della mobilità quotidiana attraverso interventi progressivi e concreti, valorizzando le infrastrutture già esistenti e rafforzando l’integrazione tra trasporto pubblico e viabilità urbana.

L’obiettivo indicato è quello di costruire, anche in collaborazione con Regione e strumenti di pianificazione territoriale, un sistema più efficiente, sostenibile e vicino alle esigenze dei cittadini.

In attesa dei risultati delle analisi in corso, il movimento invita quindi a mantenere un approccio pragmatico, concentrato soprattutto sulla gestione del traffico nelle aree oggi maggiormente congestionate della città, a partire proprio da Ponte San Giovanni.

2 Commenti

  1. “Parole, parole, parole soltanto parole” è il ritornello di una famosa canzone di Mina che si adatta perfettamente alla situazione politica relativa al NODO. Tale infrastruttura non verrà mai realizzato fintanto che nelle amministrazioni locali saranno presenti Consiglieri che si sono sempre opposti alla realizzazione di infrastrutture (sebbene indispensabili sotto tutti i punti di vista) e che sono in grado di “condizionare” l’amministrazione.

  2. “In attesa dei risultati delle analisi in corso”. Si aspettiamo il referto medico. Ma il paziente è sano o malato ? Se è sano, queste analisi sono preventive per vedere se magari c’è qualche parametro fuori norma ? Oppure il paziente ha gravi sintomi di deliro di flussi di traffico abnormi e queste analisi servono per capire la malattia e fornire una diagnosi e la cura ? Certamente questa seconda opzione è quella vera. Ma cosa potrebbero dirci queste analisi che già non sappiamo ? Forse che non dobbiamo preoccuparci perchè i sintomi non sono gravi e basta aspettare qualche anno e tutto si risolverà da solo ? Che il sintomo delle code delle auto è solo una nostra sensazione soggettiva e che ci basta qualche seduta psicanalitica e la nostra mente tornerà tranquilla riposata e felice e contenta, perchè avremo curato la nostra malattia immaginaria ? Che il traffico delle 20 mila auto che attraversano le vie del paese dalle ore 7 del mattino alle 20 della sera non sono traffico parassita, ma quelle dei pensionati ponteggiani che non avendo nulla da fare tutto il giorno, girano e rigirano con le loro automobili per passare il tempo ? E la cura sarà quella di rimandare tutti in bicicletta ? Si certamente questo sarà il responso delle analisi. E già da tre anni hanno iniziato a preparare l’ambiente per favorire la cura alla malattia: riduzione delle strade, restringimento, ostacoli al passaggio dei mezzi a motore, tanto non servono, e al loro posto piste ciclabili. Tutti in bicicletta ! il mezzo di trasporto del futuro dei perugini, tanto c’eravamo abituati da bambini !

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