Sanità regionale al centro delle accuse di Melasecche
Perugia, 4 maggio 2026 – Il confronto politico sulla sanità regionale si accende nuovamente dopo le dichiarazioni del capogruppo della Lega in Assemblea legislativa, Enrico Melasecche, che torna a denunciare criticità strutturali nella gestione delle liste di attesa e delle prescrizioni mediche. Il consigliere sostiene che il fenomeno dei cosiddetti pazienti fantasma non solo esista, ma rappresenti una prassi consolidata all’interno del sistema sanitario umbro, nonostante le smentite della presidente della Regione, Stefania Proietti, che detiene anche la delega alla Sanità.
Secondo Melasecche, le segnalazioni ricevute da numerosi cittadini avrebbero evidenziato un quadro ben diverso da quello descritto ufficialmente. Il consigliere ricorda di aver presentato un’interrogazione già nel gennaio scorso, alla quale la presidente aveva risposto negando l’esistenza del problema. Una posizione che, a suo dire, sarebbe stata successivamente corretta in Consiglio regionale, dove la presidente avrebbe attribuito eventuali anomalie a episodi isolati e a disfunzioni tecniche.
Melasecche afferma di aver raccolto ulteriori riscontri attraverso un’indagine informale condotta presso alcune farmacie umbre, sia comunali sia private. Da questi colloqui emergerebbe, secondo il consigliere, un comportamento sistematico che porterebbe al respingimento dei pazienti al momento della richiesta di presa in carico delle prescrizioni. Una pratica che, sempre secondo la sua ricostruzione, costringerebbe molti cittadini a tornare più volte prima di ottenere l’inserimento nelle liste di attesa. Il risultato sarebbe una significativa discrepanza tra i numeri ufficiali e quelli reali, con liste apparentemente più leggere ma in realtà incomplete. Melasecche definisce questo meccanismo “illegale”, sostenendo che la mancata registrazione di numerosi casi altererebbe i dati trasmessi al Ministero e offrirebbe una rappresentazione distorta dell’efficienza del sistema sanitario regionale.
Il consigliere lega questa situazione a un presunto aumento del ricorso alle prestazioni private, sia negli studi esterni sia nelle attività intramoenia. Richiama inoltre un’inchiesta giornalistica che collocherebbe l’Umbria tra le regioni con il maggiore incremento delle visite a pagamento, un dato che, nella sua lettura, penalizzerebbe i cittadini con minori possibilità economiche.
Melasecche amplia poi il raggio delle critiche, accusando la Giunta regionale di aver tradito le promesse fatte in campagna elettorale e di mantenere un atteggiamento poco trasparente nei confronti dei cittadini. Sottolinea come, a suo avviso, la gestione delle liste di attesa e delle prese in carico non rispecchi gli impegni assunti e alimenti un clima di sfiducia crescente. Il consigliere richiama anche alcune figure politiche della maggioranza, accusandole di aver cambiato posizione rispetto alle battaglie condotte in passato sulla tutela dei più deboli. Un riferimento diretto, secondo la sua ricostruzione, al vicepresidente della Giunta, che in passato aveva denunciato con forza le difficoltà di accesso alle cure e che oggi, sempre secondo Melasecche, manterrebbe un atteggiamento più silenzioso.
Un ulteriore fronte di scontro riguarda l’accesso agli atti richiesto da Melasecche per ottenere documentazione ufficiale sulla gestione delle liste di attesa. Il consigliere segnala che i termini previsti dal Regolamento dell’Assemblea legislativa sarebbero scaduti senza che la documentazione gli fosse consegnata. Per questo motivo ha presentato un sollecito alla presidente del Consiglio regionale, Sarah Bistocchi, richiamando l’articolo 4 del Regolamento, che impone alla presidente di attivarsi immediatamente per garantire l’accesso agli atti richiesti dai consiglieri di minoranza. Melasecche sottolinea come anche il direttore generale regionale, nominato dalla presidente Proietti, non avrebbe ancora adempiuto agli obblighi previsti, che fissano un limite massimo di dieci giorni per la consegna. Il consigliere definisce questa situazione “inaccettabile” e afferma di non voler essere costretto a reiterare ulteriori solleciti, come già avvenuto in passato. A suo giudizio, la Giunta regionale mostrerebbe una “resistenza opaca” in contrasto con i principi di trasparenza più volte richiamati pubblicamente.
Le dichiarazioni di Melasecche si inseriscono in un clima politico già teso, in cui il tema della sanità rappresenta uno dei principali terreni di confronto. Le accuse rivolte alla Giunta e alla presidente Proietti aprono un nuovo capitolo di una discussione che, con l’avvicinarsi dei mesi estivi e l’aumento della domanda di prestazioni, appare destinata a intensificarsi.
Il consigliere ribadisce la necessità di garantire ai cittadini un sistema sanitario trasparente, efficiente e accessibile, e annuncia la volontà di proseguire nella sua azione di controllo istituzionale. Il dibattito resta aperto e continua a coinvolgere amministratori, operatori sanitari e cittadini, in un contesto in cui la fiducia nelle istituzioni rappresenta un elemento decisivo per la tenuta del sistema, come riporta il comunicato dell’Assemblea Legislativa regione Umbria.

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