Martellate alla ex moglie, silenzio col giudice e resta in carcere

Martellate alla ex moglie, silenzio col giudice e resta in carcere

Udienza di convalida per l’aggressione avvenuta a Stroncone

Si è conclusa in tempi rapidi l’udienza di convalida presso il Tribunale di Terni per Mohamed El Messaoudi, il quarantaduenne accusato di aver tentato di uccidere la ex moglie a colpi di martello. L’uomo, comparso davanti al gip Francesco Maria Vincenzoni, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’interrogatorio si è svolto alla presenza del pubblico ministero Raffaele Pesiri e del difensore dell’indagato, il quale ha sottolineato l’impossibilità di una diversa strategia difensiva in questa fase, anche a causa delle barriere linguistiche che interessano il detenuto.

Il silenzio dell’indagato e le condizioni della vittima

L’aggressione, consumata sabato scorso a bordo di un autobus di linea della linea 22 nella zona di Santa Lucia di Stroncone, ha lasciato la quarantatreenne Fatiha El Afghani in condizioni critiche. Durante il breve confronto in aula, il legale dell’uomo ha riferito che il suo assistito è apparso calmo e ha chiesto aggiornamenti sullo stato di salute della coniuge. Resta però il peso di un quadro indiziario pesantissimo, che vede l’indagato già destinatario di precedenti provvedimenti restrittivi. L’uomo era stato infatti arrestato ad aprile per maltrattamenti in famiglia, episodio che aveva portato all’allontanamento dalla casa coniugale e all’adozione di misure di sorveglianza tecnica.

I dubbi sull’efficacia del braccialetto elettronico

Al centro del dibattito giudiziario e dell’opinione pubblica emerge con forza la questione della sicurezza preventiva. L’avvocato Valentino Viali, che rappresenta la famiglia della vittima, ha sollevato interrogativi cruciali sulla tenuta dei sistemi di monitoraggio. Secondo il legale, è fondamentale accertare i motivi per cui il braccialetto elettronico, già applicato all’uomo dopo i fatti di aprile, non abbia impedito l’avvicinamento alla donna o non abbia generato un allarme tempestivo. La tragedia, secondo la parte civile, potrebbe rappresentare un grave fallimento tecnico di uno strumento che il giudice aveva correttamente imposto per tutelare l’incolumità della quarantatreenne.

Custodia cautelare e prossimi passi giudiziari

Mentre le condizioni della donna restano gravissime e la prognosi rimane riservata, il magistrato ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere. Oltre alla convalida del fermo per il tentato omicidio, pende sull’uomo anche la richiesta di aggravamento relativa al precedente reato di maltrattamenti. Gli inquirenti continuano a ricostruire la dinamica precisa dell’assalto avvenuto sul mezzo pubblico a Terni, cercando conferme sulle falle del dispositivo elettronico che avrebbe dovuto garantire una distanza di sicurezza invalicabile tra l’aggressore e la sua vittima.

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