Lotta ad abusi e tutela vittime nel focus di Prefetto Zito
Lunedì 18 maggio 2026, alle ore 12, il Salone Bruschi del Palazzo del Governo di Perugia ospita un momento cruciale per la sicurezza sociale del territorio umbro. La conferenza stampa odierna sancisce l’operatività del Protocollo d’Intesa ratificato il 19 gennaio tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’associazione Nel Nome del Rispetto ETS. L’accordo si inserisce in una strategia nazionale di prevenzione mirata a contrastare i fenomeni di prevaricazione e a consolidare una rete di protezione civile sempre più fitta e reattiva.
Sinergia istituzionale per la prevenzione
La presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Emanuele Prisco, sottolinea il peso politico e amministrativo dell’iniziativa. Accanto a lui, i Prefetti di Perugia e Terni, Francesco Zito e Antonietta Orlando, testimoniano una coesione provinciale necessaria per affrontare emergenze che superano i confini municipali. Il documento tecnico, curato dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, punta a trasformare le buone intenzioni in procedure operative standardizzate. Marco Martino, Direttore del Servizio Centrale Anticrimine, illustra come la collaborazione con il terzo settore rappresenti oggi un pilastro fondamentale per intercettare il disagio prima che sfoci in tragedia.
Formazione e strumenti di tutela attiva
L’intesa disciplina un rapporto di cooperazione strutturato che vede l’associazione guidata da Maria Cristina Zenobi in prima linea nelle attività di sensibilizzazione. Non si tratta solo di propaganda valoriale, ma di un piano concreto di formazione rivolto sia agli operatori che alle potenziali vittime. Il focus primario riguarda le donne colpite da violenza di genere o domestica, alle quali vengono forniti strumenti conoscitivi essenziali per accedere ai percorsi di tutela legale e fisica. La consapevolezza dei propri diritti e dei mezzi di difesa disponibili è il primo passo per spezzare le catene dell’isolamento.
Cultura del rispetto nel vivere civile
Il contributo dei Questori Dario Sallustio e Michele Abenante evidenzia l’importanza del presidio territoriale in questa battaglia culturale. L’obiettivo condiviso tra forze dell’ordine e mondo associativo è la promozione della cultura del rispetto in ogni ambito della quotidianità. Questo approccio multidisciplinare mira a decontaminare il tessuto sociale da logiche di sopraffazione, partendo dall’informazione capillare. La capillarità delle iniziative previste dal Protocollo garantisce che nessun segnale di allarme venga ignorato, favorendo una risposta rapida e coordinata tra le diverse componenti dello Stato impegnate nella salvaguardia della dignità umana.

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