Premio Sciacqua Buti esalta la ricerca su sport e salute
Perugia, 13 maggio 2026 – L’Università degli Studi di Perugia ha celebrato questa mattina un importante traguardo accademico e umano nella Sala del Dottorato di Palazzo Murena. Durante la cerimonia istituzionale, è stato conferito il Premio Sciacqua Buti a Martina Cappelletti, giovane eccellenza laureata in Scienze motorie e sportive. Il riconoscimento, giunto alla sua nona edizione, è dedicato alla memoria di Filippo Maria Sciacqua Buti, studente appassionato di sport prematuramente scomparso nel 2014. La vincitrice ha presentato una ricerca innovativa dal titolo “Il movimento biologico applicato al trattamento dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione”, condotta sotto la supervisione scientifica del professor Stefano Spaccapanico Proietti. L’evento ha riunito i vertici dell’ateneo perugino e le autorità locali in un clima di profonda partecipazione emotiva e valore scientifico.
La tesi premiata si distingue per la capacità di analizzare il ruolo del movimento come strumento clinico fondamentale nel contrasto ai disturbi alimentari. Martina Cappelletti ha esplorato come l’attività fisica, lontana da logiche ossessive, possa trasformarsi in una risorsa preziosa per il recupero della consapevolezza corporea nei pazienti fragili. In tal senso, il lavoro della ricercatrice offre una nuova prospettiva terapeutica che integra la kinesiologia con la medicina specialistica. Questa visione interdisciplinare è stata lodata dal Direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Francesco Grignani, e dal Presidente del corso di laurea Andrea Biscarini, i quali hanno sottolineato l’importanza di sostenere studi che abbiano un impatto concreto sul benessere della collettività e sulla qualità dei protocolli riabilitativi attuali.
Il Magnifico Rettore Massimiliano Marianelli ha aperto la cerimonia ponendo l’accento sul valore della comunità accademica. Il premio, infatti, non è solo una gratificazione economica o di merito, ma rappresenta un ponte tra il passato e il futuro. Attraverso il ricordo di Filippo Maria, l’ateneo di Perugia rinnova il suo impegno nel formare professionisti capaci di coniugare competenza tecnica e sensibilità umana. Il comitato “Il sorriso di Filippo”, rappresentato dalla dottoressa Beatrice Governatorini, ha portato il saluto dei familiari, ricordando come la dedizione del giovane per lo sport continui a vivere oggi attraverso le idee e l’impegno dei nuovi laureati. Pertanto, l’eredità morale dello studente scomparso si trasforma in uno stimolo costante per il miglioramento dei percorsi formativi in ambito motorio.
La mattinata ha visto anche la partecipazione del Comune di Perugia, rappresentato dal consigliere Cesare Carini, e del professor Guglielmo Sorci, storica figura di riferimento per questo riconoscimento. La sinergia tra le istituzioni locali e il mondo universitario è emersa come elemento chiave per favorire l’inserimento dei giovani nel tessuto professionale della regione.
Il premio, sostenuto con vigore dal dipartimento e dai docenti presenti, conferma la vivacità intellettuale del polo perugino nelle scienze della salute. In conclusione, la nona edizione del concorso ha ribadito che la ricerca accademica d’eccellenza è lo strumento più efficace per onorare la vita e la passione di chi ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’ateneo, promuovendo al contempo soluzioni d’avanguardia per le sfide sanitarie contemporanee, come riporta il comunicato dell’Ufficio Stampa della Università degli studi di Perugia.

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