Femminicidio a Terni giovedì El Messaoudi davanti al giudice

Femminicidio a Terni giovedì El Messaoudi davanti al giudice

Fermato a Stroncone il marito che ha aggredito la moglie 

TERNI, 13 maggio 2026 – L’appuntamento con la giustizia è fissato per domani, giovedì 14 maggio, alle ore 13:15. Mohamed El Messaoudi, il 42enne di origine marocchina accusato del tentato omicidio della moglie Fatiha El Afghani, varcherà la soglia del tribunale di Terni per l’udienza di convalida del fermo. Il colloquio avverrà dinanzi al gip Francesco Maria Vincenzoni, chiamato a decidere sulla custodia cautelare dell’uomo, attualmente recluso presso la struttura carceraria locale.

La cattura dopo la fuga nelle campagne

L’arresto è scattato martedì mattina a Vascigliano di Stroncone, mettendo fine a una latitanza durata circa sessanta ore. El Messaoudi, che si era dileguato tra la vegetazione della zona subito dopo l’aggressione, è stato individuato dai Carabinieri all’interno di un bar della zona industriale. L’uomo si era presentato nel locale per consumare la colazione; sono stati il personale e alcuni avventori a riconoscerlo e a lanciare l’allarme. Al momento del fermo, l’indagato non ha opposto alcuna resistenza ai militari dell’Arma che lo stavano braccando incessantemente da sabato.

La dinamica della brutale aggressione

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Antonio Laronga, il 42enne avrebbe agito con una violenza inaudita. L’uomo ha atteso la consorte, impegnata professionalmente come badante a Stroncone, a bordo dell’autobus di linea che la donna utilizzava abitualmente per tornare a casa. Munito di un martello, acquistato poco prima dell’agguato e sul quale pendeva ancora l’etichetta del prezzo, ha colpito ripetutamente la vittima al capo, riducendola in fin di vita davanti agli occhi attoniti degli altri passeggeri.

Il giallo del braccialetto elettronico

Fatiha El Afghani si trova attualmente ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Terni, dove lotta tra la vita e la morte a causa delle gravissime lesioni riportate. L’episodio ha sollevato pesanti interrogativi sul sistema di sicurezza preventivo: la donna era già stata picchiata dal marito circa un mese fa. In seguito a quell’evento, l’uomo era stato sottoposto alla misura del braccialetto elettronico. Sabato scorso, tuttavia, il dispositivo non ha inviato alcun segnale di allerta alle centrali operative. Le indagini sono ora concentrate anche sul malfunzionamento tecnologico che ha permesso all’aggressore di avvicinarsi alla vittima senza alcun preavviso per le forze dell’ordine.

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