Potere al popolo manifesto programmatico come impegno sociale e politico

Potere al popolo manifesto programmatico come impegno sociale e politico
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Potere al popolo manifesto programmatico come impegno sociale e politico “Le città, punti immobili delle carte, si nutrono di movimento.” (Fernand Braudel). TERNI – Potere al Popolo di Terni non costruisce un programma elettorale per le prossime elezioni amministrative ma lancia un manifesto programmatico come impegno sociale e politico per i prossimi anni. Un impegno per un nuovo protagonismo sociale, dei cittadini, fondato sulla trasparenza e sulla partecipazione diretta alle scelte per l’autodeterminazione della propria vita. Sceglie la città, non il Consiglio comunale, come spazio per la propria azione sociale e politica.

Potere al Popolo sceglie la città come palcoscenico della propria azione perché è nelle città che si sono concentrati con maggiore forza e violenza i processi di riorganizzazione della vita voluti dal modello liberista prima e neoliberista poi.

“Lavorare, consumare, circolare e abitare” (tacciamo in quali case e a quali condizioni per averle) e morire. Su questi parametri sono state distrutte e ricostruite le città ed espulsi i residenti verso quartieri dormitori periferici.

Ma la città è anche luogo degli opposti: nomadismo/stanzialità, flussi/insediamento.
Le città se da un lato sono il palcoscenico dei processi di trasformazione economica, sociale e culturale imposti dal capitale, dall’altro, in quanto luoghi in cui si intersecano relazioni sociali, forme di produzione e di scambi economici, di creazione artistica e culturale, sono stati e sono spazi di liberazione individuale e collettiva: attori della trasformazione.

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Le nuove forme di organizzazione del lavoro post fordista, e la crescente finanziarizzazione dell’economia hanno profondamente e ulteriormente alterato il ruolo e la funzione delle città. Esse sono diventate il luogo principale della ristrutturazione della produzione e della riproduzione sociale, delle nuove reti globali di comunicazione e di scambio, sono divenute oggetto di investimenti finanziari sulle proprietà immobiliari, sulle infrastrutture, sui servizi pubblici locali e sulle risorse ambientali per estrarre valore, rendita finanziaria e speculativa: dalla fabbrica alla fabbrica città. 

Il tempo e lo spazio metropolitano dell’umano è stato trasformato in tempo e spazio del profitto. Trasformazione che ha generato nuove contraddizioni: crisi ambientali, squilibri economici e drammatiche diseguaglianze sociali che si sono innestate sulle vecchie.
Contraddizioni aggravate dalla crisi economica degli ultimi anni e dalle politiche di austerità imposte dall’Europa e accettate dagli Stati nazionali che hanno tagliato i trasferimenti monetari ai bilanci delle Amministrazioni locali, e ridotto gli spazi di autogoverno territoriale frammentando il tessuto della coesione sociale. L’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione (art. 81) costituisce la dimensione materiale e simbolica delle metamorfosi in atto.

Ma le città sono anche i luoghi dove si incrociano esperienze di resistenza sociale e di innovazione agite spesso in forma di fratture spontanee: luoghi di conflitti sociali, di proteste di piazza, di autogestione sociale e di autocostruzione materiale, di sperimentazione di forme nuove di cooperazione solidale. Spazi urbani dove emergono movimenti, processi di creazione culturale e nuove forme di produzione orizzontale e di relazioni sociali.

Con queste esperienze le città si oppongono ai processi disgregativi, speculativi e neoautoritari. Da queste esperienze le città si trasformano in luoghi di radicale innovazione politica e di reinvenzione di forme di democrazia partecipata in grado di mettere l’uomo e le comunità al centro dei processi decisionali.

“Restiamo umani” come unica risposta alla crisi attuale e alle sfide della contemporaneità: “ad ognuno secondo i suoi bisogni, da ognuno secondo le proprie capacità”.

Pensare globalmente e agire localmente

Pensare globalmente e agire localmente come pensiero e pratica di una nuova municipalità in grado di inventare e sperimentare nuove pratiche democratiche di resistenza, di gestione e cogestione dei beni comuni, di ricostruzione del tessuto sociale e di risposta ai nuovi bisogni e alle nuove povertà.

Potere al Popolo! si è costituito per questo: riorganizzazione del conflitto sociale, nell’obiettivo della trasformazione della società. Con il popolo, per il popolo, attraverso il popolo.

Per questo Potere al Popolo di Terni non lancia un programma elettorale per le prossime amministrative. Lasciamo il compitino agli altri, lasciamo alle altre forze politiche giocare a fare i politici, a fare gli statisti. Noi non facciamo promesse roboanti buone per ogni campagna elettorale, noi facciamo quello che abbiamo sempre fatto.

Potere al Popolo di Terni ha deciso di lanciare il suo MANIFESTO PROGRAMMATICO di opposizione sociale e politica per i prossimi anni.

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