Banda armata fugge con soldi, armi e un orologio
Rapina in villa – Un gruppo di rapinatori ha fatto irruzione in una villa privata situata lungo strada Santa Filomena, a Terni, nelle prime ore della notte tra sabato e domenica, intorno alle 1.30. L’abitazione, di proprietà di un imprenditore locale, è stata presa di mira da più individui con il volto coperto e armati. Il dettaglio sull’effettiva autenticità delle armi resta al vaglio degli investigatori.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i malviventi sarebbero entrati all’interno dell’abitazione minacciando i presenti, ma nessuna delle persone coinvolte avrebbe reagito, evitando così che si verificassero conseguenze fisiche. Gli assalitori si sarebbero impossessati di circa 3.000 euro in contanti, due pistole da collezione e un orologio di valore, per poi allontanarsi rapidamente dalla scena.
Le indagini sono attualmente in corso a cura della Squadra Mobile della questura di Terni, che sta analizzando ogni elemento utile a identificare i responsabili. Sul posto sono intervenuti in un primo momento gli agenti della Squadra Volante, seguiti dal Gabinetto di Polizia Scientifica, incaricato di eseguire i rilievi tecnici all’interno della villa. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo testimonianze e verificando la presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona per acquisire immagini che possano documentare la fuga del gruppo.
Rapina in villa
I rapinatori, secondo i primi accertamenti, avrebbero parlato con accento italiano, un particolare che potrebbe fornire indicazioni utili per restringere il campo delle indagini. Non risultano danni materiali significativi all’interno dell’abitazione, ma per i presenti si è trattato di momenti di forte tensione.
La villa si trova in una zona residenziale prossima alla linea ferroviaria Terni-Sulmona, in un’area solitamente tranquilla, non nuova però ad episodi di microcriminalità. L’assalto, portato a termine con modalità che lasciano ipotizzare un’azione pianificata, ha suscitato allarme nella comunità locale. Secondo fonti investigative, la presenza di armi da collezione nell’abitazione potrebbe aver rappresentato uno degli obiettivi principali della banda.
Non si esclude quindi un colpo su commissione o con informazioni ottenute da terzi. La provenienza degli assalitori, la scelta dell’orario e la modalità di accesso all’abitazione fanno ipotizzare una preparazione mirata, con sopralluoghi precedenti e un piano di fuga già definito.
Le due pistole sottratte, appartenenti alla collezione privata dell’imprenditore, risultavano legalmente detenute. Le autorità stanno ora effettuando i controlli sulle armi per accertarne il modello e il numero di matricola.
L’orologio rubato, di notevole valore commerciale, potrebbe essere immesso sul mercato illegale, motivo per cui sono stati diramati gli avvisi alle principali reti d’indagine specializzate nel contrasto alla ricettazione.
Le indagini proseguono nel riserbo, con attenzione rivolta anche ad eventuali intercettazioni ambientali e informatiche, utili a ricostruire contatti e movimenti dei responsabili nelle ore precedenti e successive al colpo.

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