Indagini sulla vecchia gestione e accordo per le gare a Terni
Il futuro della Ternana si gioca su due fronti paralleli, tra le aule della procura e i gradoni dello stadio Liberati. Nelle scorse ore, la presidente Claudia Rizzo e sua madre Laura Melis sono comparse davanti ai magistrati come persone informate sui fatti. L’audizione si inserisce in un quadro investigativo complesso, scaturito proprio dagli esposti presentati dall’attuale proprietà, assistita dall’avvocato Manlio Morcella. Al centro degli accertamenti del sostituto procuratore Giovanna Fortunato figura l’intera gestione amministrativa compresa tra giugno 2024 e settembre 2025.
Il nodo delle sponsorizzazioni e i conti
L’inchiesta punta a fare luce su presunte irregolarità contabili e flussi finanziari mancanti. La società rossoverde rivendica, attraverso decreti ingiuntivi, una cifra vicina ai 3 milioni di euro legata a contratti di sponsorizzazione che non sarebbero mai stati onorati dalla precedente dirigenza. Sebbene il fascicolo non presenti ancora ipotesi di reato specifiche o iscrizioni nel registro degli indagati, l’attività inquirente procede spedita per ricostruire i passaggi di denaro e le responsabilità gestionali di quel periodo critico.
Porte aperte al Liberati dopo il vertice
Parallelamente alla vicenda giudiziaria, emerge uno spiraglio positivo per la tifoseria. Il comitato per l’ordine e la sicurezza, riunito in prefettura, ha sancito la possibilità di disputare le prossime gare interne a porte aperte. L’intesa raggiunta riguarda il saldo degli emolumenti arretrati verso i fornitori essenziali per la pubblica incolumità. La Ternana ha infatti trovato un accordo per liquidare i crediti, stimati in circa 200mila euro, vantati dalla società degli steward, dal personale addetto al servizio antincendio dei vigili del fuoco e dalle associazioni di soccorso sanitario.
La preoccupazione per la massa debitoria
Nonostante il via libera per lo stadio, l’orizzonte societario resta offuscato da una pesante situazione debitoria. In via della Bardesca continuano a palesarsi ingiunzioni di pagamento per diversi milioni di euro, segnale di una sofferenza finanziaria strutturale che non accenna a placarsi. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Stefano Bandecchi, il quale ha espresso forte apprensione per lo stallo attuale. Secondo il primo cittadino, il rischio è che ogni decisione strategica resti congelata in attesa della sentenza del Tar relativa al progetto stadio-clinica, un verdetto considerato ormai l’ago della bilancia per le prospettive di rilancio del club umbro.

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