Catiuscia Marini e il suo pensiero su un lungo post su Facebook

Le parole di Catiuscia Marini condannata nonostante richiesta assoluzione

Ex presidente Umbria amareggiata dalla sentenza d’Appello

Catiuscia Marini, ex presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, si ritrova nella situazione processuale più paradossale: condannata nonostante la Procura generale avesse richiesto la sua assoluzione per non aver commesso il fatto. La sentenza d’appello nel procedimento denominato Concorsopoli ha determinato un esito che l’ex governatrice descrive con profonda amarezza come una contraddizione inaccettabile della giustizia.

Il Paradosso della Condanna

Nel processo d’appello, la Procura generale ha depositato una richiesta articolata e tecnicamente motivata il 14 gennaio 2026, chiedendo esplicitamente l’assoluzione piena di Marini per non aver commesso il fatto. Questa formula processuale rappresenta il riconoscimento dell’innocenza totale. Tuttavia, la Corte ha deciso diversamente, pronunciandosi in direzione opposta alle motivazioni e alle richieste dell’organo d’accusa. Catiuscia Marini definisce questa dinamica come essere “condannata per non aver commesso il fatto”, un’espressione che sintetizza l’assurdità della situazione in cui si ritrova.

L’ex presidente ha manifestato sulla propria pagina Facebook tutta l’amarezza derivante da questa sentenza. Ha sottolineato come il carattere e lo stile che l’hanno sempre contraddistinta le impongono di dire con trasparenza quello che pensa, rifiutando il silenzio. L’incredulità di fronte alla decisione della Corte, che prescinde completamente dalle richieste e dalle motivazioni della Procura, ha spinto Marini a formulare una critica radicale del processo.

Motivazioni Tecniche e Autonome

Catiuscia Marini ha specificato che la Procura generale, rappresentando tecnicamente l’accusa, aveva sviluppato ampie motivazioni tecniche sia autonome che indipendenti da quelle avanzate dalla difesa. Nonostante questa solidità argomentativa proveniente dall’organo requirente, la Corte ha scelto una strada diversa. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante perché dimostra come non si tratti di una semplice controversia tra difesa e accusa, bensì di un’effettiva divergenza tra il convincimento dell’organo d’accusa e la sentenza.

Obiettivi Non Connessi alla Ricerca della Verità

L’ex governatrice, scrive anche Francesca Marruco sul Corriere dell’Umbria di oggi,  ha espresso il convincimento che il processo si ponesse fin dall’inizio obiettivi non connessi alla ricerca autentica di prove e riscontri di presunti reati. Questa affermazione suggerisce che, secondo la prospettiva di Marini, la vicenda avrebbe assunto una dimensione che trascendeva la pura indagine della responsabilità penale, acquisendo caratteristiche di natura diversa che hanno compromesso l’integrità dell’accertamento processuale.

La Chiusura Definitiva della Comunicazione Pubblica

Catiuscia Marini ha annunciato che da quel momento la vicenda si sarebbe chiusa definitivamente dal punto di vista della comunicazione diretta. Ha trasferito l’intera gestione della questione all’avvocato Nicola Pepe, professionista per il quale nutre stima profonda dovuta alla sua specializzazione, allo studio approfondito e al rigore tecnico. L’avvocato proseguirà nell’incarico presso le giurisdizioni superiori, affrontando il ricorso in Cassazione dove potranno essere esaminate le questioni di legittimità della sentenza d’appello.

Agire Secondo la Legge e le Prerogative Istituzionali

Nel suo messaggio pubblico, Marini ha ribadito fermamente di aver agito sempre nel pieno rispetto della legge e delle prerogative proprie della carica istituzionale che ricopriva in qualità di presidente della Regione. Questa affermazione rappresenta un elemento centrale della sua difesa, contrastando nettamente con l’esito della sentenza che l’ha comunque condannata.

Manifestazioni di Solidarietà

L’ex presidente ha ricevuto numerosissimi messaggi di affetto e solidarietà da parte di cittadini, amici e persone che seguono la sua attività sui social media. Ha espresso gratitudine particolare verso i dirigenti e i colleghi della Legacoop, organizzazione con cui ha mantenuto relazioni significative nel corso degli anni.

Priorità Personali oltre il Processo

Nonostante la rilevanza della sentenza, Catiuscia Marini ha chiarito che le preoccupazioni primarie della sua famiglia riguardano aspetti molto più importanti dal punto di vista umano. Una persona cara ha subito un incidente grave che ha richiesto cure complesse e prolungate. Questo elemento ha determinato uno spostamento radicale delle priorità personali, relegando la vicenda giudiziaria a una posizione secondaria rispetto alle questioni sanitarie che assorbono l’attenzione e l’energia della famiglia.

Il Proseguimento Giudiziario

La strategia legale procederà attraverso i ricorsi presso le sedi competenti sovraordinate, dove sarà possibile sottoporre la sentenza al vaglio di giudici in grado di valutare le questioni di legittimità costituzionale e la correttezza procedurale dell’iter seguito dalla Corte d’Appello. Gli sviluppi successivi dipenderanno dalle valutazioni che la Cassazione condurrà rispetto ai profili controversi della sentenza, in particolare circa l’apparente contraddittorietà tra il verdetto e le richieste della Procura generale.

Le fa eco il collega Franco Arcuti, per anni portavoce della Governatrice tuderte

Franco Arcuti – Nel mio piccolo e per quel che vale…io non ho mai avuto dubbi sulla tua specchiata onestà…al di là di ogni sentenza!!! E resto sempre orgoglioso e grato per avermi offerto il privilegio di lavorare con te per nove anni!!

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