Nel borgo tuderte tre giorni tra sapori e cultura ora
Dal 22 al 24 maggio 2026 sarà Todi ad accogliere la sedicesima edizione di Porchettiamo, il Festival delle Porchette d’Italia, evento che negli anni si è trasformato in uno degli appuntamenti gastronomici più riconoscibili del panorama nazionale. Per tre giorni il centro storico della città umbra diventerà un grande percorso dedicato al gusto, tra tradizione popolare, identità territoriali e nuove contaminazioni culinarie.
L’edizione 2026 segna un passaggio importante per il festival, che sceglie per la prima volta Todi come palcoscenico principale. Una scelta che rafforza il legame tra la manifestazione e l’Umbria, regione considerata il cuore ideale di una narrazione gastronomica che unisce ruralità, cultura e turismo esperienziale.
La presentazione ufficiale dell’evento si è svolta a Roma nella sala stampa della Camera dei Deputati. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, l’organizzatrice Anna Setteposte, l’onorevole Catia Polidori, il presidente di ANCI Umbria Giovani Giorgio Tenneroni, il presidente del Consorzio Porchetta di Ariccia IGP Roberto Azzocchi e Claudio Ranchicchio della Strada dei Vini del Cantico e consigliere nazionale Città del Vino.
Piazza del Popolo cuore del festival
Il centro della manifestazione sarà ancora una volta la “Piazza delle Porchette”, allestita in Piazza del Popolo, dove arriveranno mastri porchettai provenienti da diverse regioni italiane. Umbria, Lazio, Toscana, Marche, Sicilia e Calabria porteranno in scena interpretazioni differenti di uno dei simboli più antichi della cucina popolare italiana.
La porchetta diventa così non soltanto un prodotto gastronomico ma un racconto di territori, tradizioni e tecniche tramandate nel tempo. Ogni stand rappresenterà una cultura locale fatta di aromi, cotture lente e lavorazioni artigianali che continuano a mantenere forte il legame con il mondo contadino.
Accanto alle degustazioni troveranno spazio anche i grandi vini umbri, i birrifici artigianali e i percorsi dedicati all’abbinamento tra cibo e territorio.
L’enoteca e i vini del territorio
Tra le novità più attese dell’edizione 2026 ci sarà l’enoteca allestita sotto i Voltoni di Piazza del Popolo. Lo spazio, curato dalle associazioni Strada dei Vini del Cantico e Todi Terre di Vino, ospiterà trenta cantine del territorio.
Il percorso enologico sarà dedicato alla valorizzazione delle produzioni umbre e offrirà degustazioni di Grechetto e grandi rossi locali, creando un dialogo continuo tra produttori, visitatori e operatori del settore.
L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di trasformare il festival in una piattaforma culturale capace di raccontare non solo il prodotto finale ma anche la filiera agricola, il lavoro artigianale e l’identità dei territori coinvolti.
Street food, musica e nuove contaminazioni
Un’altra area centrale sarà quella di “Porchettiamo & Friends” al Parco della Rocca Beverly Pepper. Qui il festival assumerà un volto più contemporaneo, con street food regionale, cocktail, dj set, aree relax e spazi dedicati alle famiglie.
La manifestazione punta infatti a coinvolgere pubblici differenti, mantenendo saldo il legame con la tradizione ma aprendosi anche a linguaggi più moderni e trasversali.
Tra gli appuntamenti più attesi figura lo show cooking “Porchetta Ramen” dello chef giapponese Hirohiko Shoda, conosciuto dal pubblico come Chef Hiro. La sua proposta unirà tecniche orientali e tradizione italiana attraverso una rilettura contemporanea della porchetta all’interno di uno dei piatti simbolo della cucina giapponese.
Cultura, turismo e identità gastronomica
Porchettiamo 2026 non sarà soltanto degustazione. Il programma prevede visite guidate, trekking urbani, bike tour e appuntamenti culturali che accompagneranno i visitatori alla scoperta di Todi e della sua storia.
Tra le iniziative più particolari ci sarà il percorso dedicato alla figura di Matteuccia da Todi, tra storia locale e racconto popolare. Il festival si muoverà così su più livelli, unendo gastronomia, turismo e valorizzazione culturale.
Non mancheranno incontri con produttori, degustazioni guidate e momenti di confronto dedicati all’olio Dop Umbria e alle eccellenze agroalimentari regionali.
Un festival che guarda oltre il cibo
Gli organizzatori definiscono questa edizione quella della maturità culturale del festival. Non soltanto una crescita numerica, ma una visione più ampia che punta a creare rete tra territori, sagre locali e produttori artigianali senza logiche di competizione.
Il sindaco Antonino Ruggiano ha sottolineato come l’arrivo di Porchettiamo rappresenti per Todi un tassello importante nel percorso di valorizzazione turistica e culturale della città.
Nel tempo la manifestazione ha dimostrato come anche un prodotto popolare possa trasformarsi in simbolo identitario e motore di promozione territoriale. La porchetta, da semplice cibo di strada, diventa così strumento narrativo capace di raccontare economie locali, tradizioni e comunità.
Todi si prepara quindi ad accogliere un’edizione che punta a consolidare il festival come riferimento nazionale dell’enogastronomia italiana, in un equilibrio continuo tra memoria, innovazione e cultura del cibo.


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