Rifiuti abbandonati a Cifo, segnalazione alla Procura
Non solo questo smaltimento di rifiuti è illegale e costituisce reato, ma tale comportamento è tanto più grave quando essi vengono scaricati e abbandonati – come nel caso di specie – a ridosso di un piccolo corso d’acqua di acqua purissima, che sgorga da una sorgente perenne, alimentata dal bacino imbrifero posto sotto l’altopiano di Colfiorito, per l’evidente pericolo di inquinamento sia della falda che direttamente del corso d’acqua, dove le acque meteoriche e gli stessi liquami liquidi convogliano le sostanze nocive, per gravità, direttamente nel piccolo ruscello.
Che i reflui zootecnici sia solidi che liquidi siano inquinanti, è nozione di comune esperienza come essi non necessitano ovviamente di nessun tipo di analisi o campionamenti, eppure l’ignota mano criminale non ci ha pensato su due volte e si è voluto comunque disfare di detti rifiuti, abbandonandoli lontani dalla vista, incurante che nelle prossimità ci fosse una sorgente d’acqua.
I reflui zootecnici normalmente vengono accumulati e stoccati in apposite vasche impermeabilizzate in attesa che, previa decantazione, fermentazione e abbattimento di ammoniaca ed altri elementi nocivi, dopo alcune settimane possano essere utilizzati come ammendante e fertilizzante nei terreni mediante spandimento meccanico o manuale su terreni coltivati o dove vi siano delle colture.
In questo caso, si tratta semplicemente di uno smaltimento illegale di rifiuti. Sul posto sono stati visti operare delle persone in divisa, probabilmente dei Pubblici Ufficiali che ci si dice stavano fotografando e prendevano delle misure dell’estensione di detti rifiuti e che, a quanto ci è stato riferito erano le Guardie dell’associazione ambientalista Giacche Verdi nucleo di Perugia, le quali specificamente interpellate sulla questione per un commento non hanno voluto rilasciare nessun tipo di commento, limitandosi a dire di aver informato la competente Procura della Repubblica per le determinazioni del caso.
Ovvio che con le indagini in corso ci si debba attenere al rispetto delle procedure e della segretezza, ma come ovvio che sia, il magistrato di turno, qualora ravvisi estremi di reato in detto comportamento, potrà conferire formale delega alle indagini ad una forza di Polizia, con ogni probabilità ai Carabinieri Forestali competenti per territorio, per poter risalire a quella mano criminale che pur di disfarsi di un ingente quantitativo di rifiuti zootecnici in maniera totalmente difforme dalle norme, non ha esitato a commettere un triplo reato, ovvero quello previsto e punito dal Testo Unico Ambientale di cui al D. Lgs. 152/06, ma anche dell’articolo 635 del Codice penale per “danneggiamento aggravato di acque pubbliche”, nonché per la violazione dell’articolo 674 del Codice penale per getto pericoloso di cose, o di quello che il magistrato titolare del fascicolo d’indagine riterrà di formulare, cercando di trasformare una notizia di reato contro ignoti, in una persona nota da perseguire.

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