Radici di giustizia a Terni il percorso sulla legalità

Radici di giustizia a Terni il percorso sulla legalità

Un ciclo di incontri ha unito scuole e cittadini a Terni

Terni, 1 giugno 2026 – La città di Terni ha vissuto una profonda fase di riflessione collettiva grazie alla conclusione di un articolato percorso di educazione civica e sensibilizzazione. Il progetto intitolato Radici di Giustizia Memoria e impegno contro tutte le mafie ha tagliato il traguardo finale registrando una straordinaria adesione da parte della cittadinanza e del mondo scolastico. L’iniziativa, fortemente voluta e strutturata dall’amministrazione comunale, si è configurata come un laboratorio diffuso per radicare i valori del contrasto alla criminalità organizzata e per favorire lo sviluppo di una coscienza sociale condivisa e attiva sul territorio umbro. L’atto conclusivo della manifestazione si è svolto venerdì ventinove maggio e ha offerto un momento di altissimo valore ideale e documentale. L’ospite d’onore della giornata è stato Giovanni Impastato, figura simbolo della lotta antimafia e fratello del noto giornalista Peppino Impastato, barbaramente assassinato dalla criminalità in Sicilia nel maggio del 1978. Durante l’incontro pubblico, il testimone ha presentato la sua ultima fatica letteraria dal titolo Mio fratello tutta una vita con Peppino, permettendo al pubblico di confrontarsi con una narrazione diretta, intima e quanto mai attuale sulla necessità del dovere della memoria.

Il Comune di Terni ha espresso profonda soddisfazione per la riuscita del cartellone di eventi attraverso le parole dell’assessore al Bilancio, Partecipate e Tributi, Michela Bordoni. L’esponente della giunta ha sottolineato come le storture della società moderna si manifestino sotto molteplici spoglie, spaziando dalle grandi organizzazioni criminali fino a piaghe quotidiane come il bullismo, la violenza sulle donne, la prevaricazione istituzionale, la marginalizzazione e i conflitti armati. Secondo la visione dell’amministrazione, tutte queste problematiche condividono la medesima origine distorta, individuabile nel disprezzo e nella negazione della dignità del prossimo. Di conseguenza, la coesione comunitaria deve rimanere salda e unita oltre ogni barriera ideale quando si affrontano i temi universali del rispetto, della pace e dell’onestà.

Nello spazio riservato al dibattito, Giovanni Impastato ha focalizzato l’attenzione sulle profonde mutazioni che hanno interessato il fenomeno mafioso nel corso degli ultimi decenni. La criminalità organizzata ha progressivamente abbandonato le vecchie dinamiche rurali per integrarsi con la cosiddetta borghesia mafiosa, un reticolo oscuro composto da professionisti, imprenditori e operatori commerciali compiacenti. Inoltre, l’attivista ha messo in guardia contro il persistente pericolo dell’omertà, un fenomeno alimentato da dinamiche corruttive che purtroppo riescono a lambire anche i settori della pubblica amministrazione. Per tali motivi, la figura storica di Peppino Impastato continua a rappresentare un faro insostituibile per le nuove generazioni nelle battaglie a tutela dell’ambiente, della giustizia e dell’equità sociale.

La rassegna è stata programmata in concomitanza con le celebrazioni per il tragico anniversario della strage di Capaci avvenuta nel maggio del 1992. Nel corso delle tre giornate di attività, il progetto ha saputo tessere una fitta rete collaborativa che ha unito le istituzioni locali, il corpo docente, le imprese del territorio e la galassia giovanile. L’obiettivo primario risiedeva nella volontà di blindare il tessuto economico locale contro i tentativi di infiltrazione finanziaria da parte delle mafie, blindando la trasparenza dei mercati attraverso un patto di legalità tra cittadini e istituzioni dello Stato.

Il calendario dei lavori aveva preso il via lo scorso diciannove maggio, grazie al contributo del giornalista investigativo e saggista Lirio Abbate. Lo scrittore ha offerto una panoramica tecnica presentando due volumi incentrati sui meccanismi operativi dei clan e sulle strategie di contrasto dello Stato. Il giorno successivo, oltre duecento alunni degli istituti scolastici ternani sono diventati i veri protagonisti della manifestazione. I ragazzi hanno partecipato attivamente alla visione collettiva del lungometraggio La mafia uccide solo d’estate, per poi riversarsi in laboratori creativi e tematici. Gli elaborati plastici e le installazioni artistiche prodotte durante i workshop sono stati successivamente esposti al pubblico nella centrale Piazza della Repubblica, trasformando il cuore cittadino in un museo a cielo aperto della legalità.

Sempre nella giornata del 20 maggio si è tenuta un’importante tavola rotonda focalizzata sul ruolo delle istituzioni nella prevenzione dei fenomeni criminali. Il confronto, coordinato dal sociologo Lino Busà, ha visto la partecipazione del segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Federico Sisti, dell’assessora all’Istruzione Tiziana Laudadio, della dirigente scolastica del Liceo Scientifico Galileo Galilei, Silvia Rossi, e del segretario generale del Comune di Terni, Iole Tommasini. I relatori hanno concordato sulla necessità di mantenere altissimo il livello di vigilanza sui flussi finanziari pubblici.

La realizzazione dell’intera manifestazione è stata resa possibile grazie a un canale di finanziamento specifico stanziato dal Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tali fondi statali sono stati erogati in piena conformità con le normative vigenti sulla promozione della legalità sul territorio nazionale. La città risponde così con i fatti alla richiesta di sicurezza e trasparenza, dimostrando che l’educazione dei giovani rimane l’arma più potente per sconfiggere l’illegalità, come riporta il comunicato di Michela Federici – Giornalista Responsabile Ufficio Stampa ADD Comunicazione ed Eventi.

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