Sanità Giambartolomei attacca Giunta per la crisi in Umbria

Sanità Giambartolomei attacca Giunta per la crisi in Umbria

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La Direzione Salute e Welfare della Regione Umbria si trova al centro di una dura polemica politica che solleva forti preoccupazioni sul futuro dell’assistenza medica locale. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei, ha depositato un’interrogazione formale indirizzata alla Giunta guidata dalla presidente Proietti. L’atto ispettivo mira a fare immediata chiarezza sulle condizioni strutturali dell’ufficio che governa l’intero sistema sanitario umbro.

La denuncia di Fratelli d’Italia sulla gestione del comparto

Secondo quanto affermato dall’esponente dell’opposizione, l’attuale assetto amministrativo sta provocando un pericoloso stallo istituzionale, capace di compromettere l’efficacia dei servizi erogati alla popolazione e di rallentare i flussi finanziari strategici.

Carenza di organico e uffici senza guide stabili

I dati logistici presentati nella contestazione descrivono un quadro di profonda sofferenza per quanto riguarda il personale interno. Attualmente, su undici comparti operativi attivi all’interno della Direzione Salute, si registra la presenza di soli sei dirigenti effettivi. Questa carenza numerica costringe l’amministrazione a coprire quasi la metà delle posizioni di vertice attraverso l’utilizzo di incarichi provvisori ad interim. Una delle criticità più evidenti riguarda il Servizio Programmazione dell’assistenza territoriale, un ufficio nodale per la pianificazione delle cure di prossimità. Questo specifico settore risulta ancora privo di un direttore stabile, nonostante le procedure del relativo concorso pubblico si siano concluse ormai da diversi mesi. Inoltre, l’istituzione di quaranta nuove sezioni interne ha prodotto cinque posizioni vacanti, scenario aggravato dal contestuale trasferimento di numerosi funzionari esperti verso altri uffici.

Il congelamento delle risorse europee e le liste d’attesa

Le ripercussioni di questo assetto ricadono in modo diretto sulla gestione economica della sanità umbra, che assorbe oltre l’ottanta per cento delle risorse complessive del bilancio regionale. Il rallentamento delle procedure burocratiche mette a rischio l’utilizzo di oltre quaranta milioni di euro provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questi capitali risultano specificamente destinati al potenziamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata. Di conseguenza, si profila il rischio concreto di non raggiungere nei tempi stabiliti i traguardi fissati per l’attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità. Le difficoltà operative interne alla macchina amministrativa stanno rallentando anche i dossier relativi alle nuove assunzioni di medici e infermieri, oltre ai piani di contenimento per le lunghe liste d’attesa dei cittadini.

Il contrasto sulle coperture finanziarie e le tasse

La critica di Fratelli d’Italia si estende anche alle recenti manovre fiscali approvate dall’esecutivo regionale. Giambartolomei ha evidenziato come la Giunta abbia inizialmente motivato il pesante incremento dell’addizionale Irpef con la necessità di sanare un presunto disavanzo di bilancio da 243 milioni di euro. Tuttavia, l’esame dei successivi documenti contabili ufficiali ha progressivamente ridimensionato tale cifra. La discrepanza tra le dichiarazioni programmatiche della maggioranza e l’effettivo stato dei servizi sul territorio evidenzia una distanza marcata tra i proclami e la quotidianità vissuta dai pazienti e dagli operatori del settore ospedaliero.

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