Ternana verso il fallimento ma il titolo sportivo resta vivo

Ternana verso il fallimento ma il titolo sportivo resta vivo

Il club umbro a Sestri Levante mentre il giudice decide tutto

Il destino della Ternana si divide tra le aule di giustizia e l’erba del rettangolo di gioco in un incrocio di eventi senza precedenti. Mentre i calciatori raggiungono la Liguria, negli uffici del palazzo di giustizia cittadino si consuma l’atto decisivo per la sopravvivenza di un simbolo ultracentenario. La magistratura deve valutare il passaggio dalla liquidazione volontaria a quella giudiziale per proteggere gli asset aziendali e i creditori.

Il bivio legale e la strategia dell’esercizio provvisorio

L’udienza convocata con massima urgenza dalla giudice Claudia Tordo Caprioli rappresenta lo spartiacque definitivo per il sodalizio rossoverde. La decisione di virare verso l’iter giudiziario nasce dalla necessità di preservare l’integrità economica del club, messa a rischio dalle precedenti scelte dei soci. Se il tribunale dovesse accogliere le istanze di fallimento, si aprirebbe lo scenario dell’esercizio provvisorio, strumento giuridico fondamentale per non interrompere l’attività agonistica. Questa procedura permetterebbe alla squadra di concludere regolarmente il torneo in corso e di blindare l’iscrizione alla prossima stagione di Serie C, isolando la gestione sportiva dalle macerie societarie.

Debiti e prospettive per i nuovi investitori

I numeri raccontano una crisi profonda con un passivo complessivo che tocca i 22 milioni di euro, di cui una parte rilevante riguarda le spettanze dei tesserati. Gli stipendi non corrisposti ammontano a circa 6 milioni di euro, cifra che rappresenta il reale costo d’ingresso per chi volesse rilevare il titolo sportivo attraverso una vendita competitiva. A questo esborso andrebbe aggiunta la garanzia fideiussoria di 3 milioni richiesta dalla federazione. Un’operazione che renderebbe l’acquisizione della Ternana appetibile sul mercato nonostante il dissesto finanziario complessivo ereditato dalla vecchia gestione.

Solidarietà interna e instabilità dei vertici

In questo clima di estrema incertezza, spicca il gesto della compagine femminile che ha finanziato la trasferta dei colleghi uomini. Una donazione liberale ha permesso al gruppo di viaggiare verso Sestri Levante, garantendo la presenza sul campo per il match contro il Bra. Sul fronte amministrativo regna il caos dopo le dimissioni del liquidatore Fabio Lacalamita, lasciando l’onere della rappresentanza legale a Fabio Forti. L’ex amministratore unico ha già chiarito la propria posizione comunicando la volontà di non ostacolare la procedura fallimentare, accelerando così l’iter per la nomina di un curatore che prenda le redini del ramo d’azienda sportivo.

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