Sanità, arresti Umbria, 35 persone indagate, anche la presidente Catiuscia Marini

Sanità, arresti Umbria, 35 persone indagate, anche la presidente Catiuscia Marini

Sanità, arresti Umbria, 35 persone indagate, anche la presidente Catiuscia Marini

Indagati per aver influenzato influenzato l’esito dei concorsi pubblici all’ospedale di Perugia e nella Usl 1. I candidati ricevevano le prove scritte in anticipo e – ritengono gli inquirenti – messi nelle condizioni di vincere i concorsi. Per questo sono finiti agli arresti domiciliari il segretario del Pd dell’Umbria Gianpiero Bocci e l’assessore regionale alla Salute e coesione sociale Luca Barberini, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca, il direttore amministrativo Maurizio Valorosi.

Luca Barberini è agli arresti domiciliari per abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico.
Gianpiero Bocci è agli arresti domiciliari per abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento.
Emilio Duca è agli arresti domiciliari per associazione per delinquere, abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, falso e peculato.
Maurizio Valorosi è agli arresti domiciliari per associazione per delinquere, abuso d’ufficio, rivelazione d’atti d’ufficio, falso e peculato.



I sostituti procuratori Mario Formisano e Paolo Abbritti, titolari dell’inchiesta insieme al procuratore capo, Luigi De Ficchy, hanno scritto 35 persone nel registro degli indagati. Tra queste c’è anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. La governatrice è indagata per abuso d’ufficio e rilevazione di segreto d’ufficio. Indagato per lo stesso motivo anche Walter Orlandi, direttore della sanità Umbra. Le accuse, a vario titolo per i 35 indagati, sono tutte le stesse che ricorrono nei 34 capi di imputazione: abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio e falso. Otto i concorsi manipolati, ma ci sono anche tre episodi di favoreggiamento.

Ieri le perquisizioni della Guardia di Finanza che perquisito oltre che le abitazioni e gli uffici dei destinatari dei decreti, anche la sede dell’assessorato alla Sanità e alcuni uffici dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, sequestrando documenti, computer e telefoni cellulari.



A nove degli indagati è contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di delitti contro la pubblica amministrazione tra cui abuso d’ufficio, rilevazioni di segreti d’ufficio, peculato e falso. Emilio Duca, Maurizio Valorosi e Diamante Pacchiarini sono accusati di aver “operato con continuità allo scopo di eseguire le direttive impartite dalla classe politica locale, l’assessore Luca Barberini, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, e Gianpiero Bocci. Quest’ultimo è intervenuto quando era sottosegretario al ministero dell’Interno, in tre procedure. Tante le intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese video fatte all’interno dell’azienda ospedaliera. Dalle intercettazioni emerge un “solido sistema clientelare”.



Secondo il gip, Valerio D’Andria ciò “documenta inequivocabilmente l’esistenza di un sistema illecito che in assenza di interventi dell’autorità giudiziaria è destinato a proseguire con le medesime modalità”. Il meccanismo gli inquirenti lo hanno appurato a partire dalle scorso novembre, quando hanno piazzato le cimici in ospedale.

Gli indagati raggiunti dalla misura cautelare della sospensione dai pubblici uffici per sei mesi, oltre al direttore sanitario, Diamante Pacchiarini, la dirigente responsabile delle professioni sanitarie dell’ospedale Gabriella Carnio, la dirigente coordinatore dell’ufficio acquisti e appalti, Rosa Maria Franconi, poi Roberto Ambrogi (responsabile dell’ufficio contabilità e bilancio sia dellufficio economato e servizi alberghieri), Antonio Tamagnini (responsabile dell’ufficio coordinamento attività amministrative del presidio ospedaliero e dell’ufficio sperimentazioni cliniche).

Per la procura di Perugia: Era un «sistema che andava avanti da sempre». Un meccanismo che per gli inquirenti «prevedeva la spartizione» di vincitori e idonei dei concorsi che andavano dai livelli più bassi, con il personale ausiliario e le categorie protette, ai primari. Con ogni materia «che poteva essere d’interesse». A quelli che venivano individuati come possibili vincitori dei concorsi – sempre in base all’accusa – venivano fornite le tracce delle prove scritte o altre indicazioni. Ciascuno degli indagati – ritiene la procura – aveva dei soggetti ai quali si interessava in ciascuno dei concorsi finiti al centro dell’inchiesta. Cosa che anche la presidente della Regione Catiuscia Marini avrebbe fatto «in più occasioni».

Per quanto riguarda le intercettazioni, sembrerebbe che il direttore dell’azienda ospedaliera, Emilio Duca abbia detto: “Bocci è a Roma, domani quando torna su gli porto le domande”. In regione alla presidente Marini avrebbe riferito “di avere le domande in visto dello scritto”.



«L’assessore Luca Barberini – dice il suo legale David Brunelli – è stato raggiunto dalla misura degli arresti domiciliari. È sereno e si dichiara assolutamente estraneo ai fatti contestati. Ha la massima fiducia nell’operato della magistratura, che saprà accertare la sua estraneità alla vicenda. Si è autosospeso dal Partito Democratico e si dimetterà dall’incarico di assessore regionale proprio per permettere di fare la massima chiarezza e non intralciare in alcun modo l’attività di indagine. Un atto di responsabilità, rispetto al suo mandato di amministratore pubblico che ha sempre svolto con onestà e rigore».



Anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini: «Quest’oggi (ieri ndr) mi è stata notificata dalla Procura della Repubblica di Perugia una richiesta di acquisizione di atti nell’ambito di una indagine preliminare relativa  a procedure concorsuali in capo ad una Azienda sanitaria umbra. Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale all’attività dei rappresentanti dell’Autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della Magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine».



Il segretario regionale del PD dell’Umbria si è autosospeso e il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha deciso immediatamente di commissariare la Federazione Regionale del Pd dell’Umbria con l’onorevole Walter
Verini, Presidente del Pd dell’Umbria”. E’ quanto si legge in una nota del Pd. «Il Pd dell’Umbria è scosso dai fatti che sono accaduti in queste ore. Come sempre, abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e ci auguriamo che tutti i soggetti coinvolti sappiano dimostrare la loro piena correttezza ed estraneità ai fatti contestati. Il Partito Democratico dell’Umbria è un partito sano e da subito continueremo a lavorare, con la segreteria regionale, con i dirigenti comunali e i circoli per l’imminente campagna elettorale per le elezioni europee e comunali». E’ quanto comunica il presidente del Pd Umbria e commissario Walter Verini.



Tutti i nomi Roberto Ambrogi (responsabile dell’ufficio contabilità e bilancio sia dell’ufficio economato e servizi alberghieri), Giampiero Antonelli, Luca Barberini, Domenico Barzotti, Gianpiero Bocci, Lorenzina Bolli, Riccardo Brugnetta, Eleonora Capini, Gabriella Carnio (dirigente responsabile delle professioni sanitarie dell’ospedale), Amato Carloni, Maria Cristina Conte (responsabile dell’ufficio personale), Moreno Conti, Pasquale Coreno, Marco Cotone, Potito D’Errico (professore universitario e primario di Odontoiatria fino a maggio 2013), Maurizio Dottorini, Emilio Duca, Giuseppina Fontana, Rosa Maria Franconi (dirigente coordinatore dell’ufficio acquisti e appalti), Fabio Gori, Paolo Leonardi, Catiuscia Marini, Patrizia Mecocci, Domenico Oristanio, Walter Orlandi, Diamante Pacchiarini (direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera), Vito Aldo Peduto, Mario Pierotti, Domenico Francesco Oreste Riocci, Alessandro Sdoga, Antonio Tamagnini (responsabile dell’ufficio coordinamento attività amministrative del presidio ospedaliero e dell’ufficio sperimentazioni cliniche), Simonetta Tesoro, Milena Tomassini, Maurizio Valorosi (direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera) e Simona Zenzeri.

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