Tarquinio e PD in Europa: No alla Dottrina Stoltenberg
Il 26 luglio 2024, Marco Tarquinio, intervistato da Umberto De Giovannangeli su L’Unità, discute le recenti decisioni del Partito Democratico (PD) in Europa riguardo l’invio di armi a Kiev e l’uso di queste contro il territorio russo. Tarquinio e Cecilia Strada si sono astenuti, provocando critiche e discussioni all’interno del partito.
Tarquinio spiega che il PD ha formalmente rifiutato la “dottrina Stoltenberg” durante una seduta a Strasburgo il 17 luglio 2024. Questa dottrina prevedeva attacchi autonomi contro la Russia da parte dei singoli Stati NATO. La decisione del PD, sostenuta dalla segretaria Elly Schlein, si oppone a un continuo invio di armi e a una guerra per procura. Tarquinio esprime gratitudine per il dibattito all’interno del gruppo S&D, sottolineando l’importanza delle ragioni della pace.
Secondo Tarquinio, alcuni leader europei sono troppo favorevoli alla guerra come soluzione. Critica inoltre la gestione politica del premier ungherese Viktor Orbán e alcune decisioni della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Tarquinio enfatizza la necessità di politiche di solidarietà e dialogo per affrontare le sfide attuali dell’Europa.
L’europarlamentare spiega che lui e Cecilia Strada si sono astenuti sul voto complessivo della risoluzione riguardante la guerra in Ucraina. Pur sostenendo il supporto politico e umanitario alla popolazione ucraina, hanno rifiutato il continuo invio di armi e l’uso di queste per attacchi in territorio russo. Tarquinio sottolinea che questa non è una spaccatura del PD, ma una decisione presa dopo un approfondito dibattito interno.
Il 17 luglio 2024, a Strasburgo, il PD ha preso una posizione chiara contro la dottrina Stoltenberg, rifiutando l’idea di attacchi autonomi contro la Russia da parte degli Stati NATO. Tarquinio evidenzia l’importanza della posizione della segretaria Schlein e della decisione del PD di formalizzare questa posizione nel voto per parti separate.
Tarquinio e Strada hanno ritenuto importante astenersi sulla risoluzione complessiva, nonostante il loro disaccordo su alcuni punti specifici. La risoluzione adottava il linguaggio della NATO sull’irreversibilità del processo di adesione dell’Ucraina e non conteneva riferimenti a un cessate il fuoco o a vie negoziali per risolvere il conflitto. Tarquinio sottolinea che la decisione di astenersi è stata presa per non contrapporsi alla delegazione e al gruppo, valorizzando invece la presa di posizione del PD.
Tarquinio critica anche alcuni leader europei per la loro adesione incondizionata alla guerra. Egli vede la necessità di un cambiamento nella politica europea, criticando i “frugali” e i “frontalieri” per le loro posizioni rigide. Secondo lui, questi leader interpretano i confini geografici con la Russia come linee di fronte inevitabili, ostacolando politiche di solidarietà e dialogo.
Tarquinio sottolinea la preoccupazione per l’adesione alla guerra come unica difesa possibile, evidenziando il vuoto politico che si crea e le manovre di chi trama contro la democrazia. Egli critica anche il premier ungherese Viktor Orbán per la gestione autoreferenziale del dialogo europeo e le forze di centrosinistra per aver lasciato spazio alla destra anti-europea.
Tarquinio riflette anche sulle elezioni recenti in Francia e Gran Bretagna. In Francia, le forze europeiste e di progresso devono costruire politiche di coalizione. In Gran Bretagna, la vittoria di Starmer è vista come un’opportunità per il Labour di fare bene dopo anni di conservatorismo.
Infine, Tarquinio esprime preoccupazione per la situazione politica negli Stati Uniti, augurandosi una rivoluzione politica con una possibile candidatura di Michelle Obama. Egli descrive il Parlamento Europeo come un luogo di democrazia reale dove si possono avviare processi politici e legislativi al servizio dei cittadini europei, promuovendo la solidarietà e contrastando le guerre e le disuguaglianze.
Tarquinio conclude affermando che fare politica in Europa oggi significa onorare il dovere di avviare processi di futuro, come suggerito da papa Francesco. Questo impegno è cruciale per affrontare le sfide attuali e promuovere un’Europa più solidale e giusta.

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