Il Perugia verso la ripresa domani il via ai test sierologici

 
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Il Perugia verso la ripresa domani il via ai test sierologici

Il Perugia verso la ripresa domani il via ai test sierologici

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Prove tecniche di ritorno al calcio. Nella giornata di domani, giovedì, i calciatori della prima squadra del Perugia sono stati convocati, insieme all’intero staff tecnico (Serse Cosmi in testa) per gli esami sierologici, in vista della ripresa degli allenamenti che, presumibilmente, cominceranno se non lunedì, nei primi giorni della prossima settimana. I test saranno effettuati in particolare sulla decina di calciatori che hanno trascorso il periodo di “confinamento” o all’estero (due) o fuori regione. Saranno i medici ed i tecnici della casa di cura Liotti a somministrare i test.

  • si vede la luce in fondo al tunnel per Il Perugia

Insomma si vede la luce in fondo al tunnel, anche se i problemi per una vera ripresa del calcio giocato non mancano. Il governo infatti, ad oggi, consente solo gli allenamenti individuali, nel rispetto di alcune regole ferree. Una delle quali é che gli atleti non facciano le docce nella struttura del club, ma tornino, ciascuno, nelle proprie abitazioni. E questo per garantire che il morbo non si espanda.

  • In caso di positività di un dipendente del club

Non solo. In caso di positività di un dipendente del club (tecnico, calciatore, dipendente di ogni tipo che svolga attività nella struttura), tutta la squadra sarà posta in quarantena. Come é facile intuire, insomma, per la ripresa vera e propria dell’attività calcistica, ci vorrà del tempo. Comunque nelle prossime ore dovrebbero arrivare nuovi provvedimenti dal governo e dalle autorità della Federazione e della Lega in grado di portare ulteriore chiarezza su quanto il mondo del calcio e dello sport in generale dovranno fare.

  • sicurezza della comunità

Perché al primo posto deve sempre essere posta la sicurezza della comunità. Non bisogna dimenticare che un soggetto positivo può infettare più persone (a partire dai familiari) e attraverso questi ultimi allargare la catena del morbo e far ricadere una città nella prima fase, con tutto quel che ne conseguirebbe per Perugia, per l’Umbria e per l’Italia tutta.

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