Ricorso insegnanti per pasto completo, Ciprini (M5S): “Vicenda incresciosa il Governo intervenga per garantirne il pieno diritto durante l’orario di servizio”

ho presentato un’interrogazione parlamentare affinché la questione venga risolta al più presto onde evitare disservizi per le famiglie degli alunni interessati

Decreto Diginità, Ciprini, M5s, primo provvedimento Di Maio

Lo scorso marzo, una trentina di insegnanti e una collaboratrice della scuola primaria e dell’infanzia Santa Caterina di Foligno hanno fatto ricorso alla sezione lavoro del tribunale di Spoleto poiché, durante il servizio di sorveglianza degli alunni nell’orario di mensa, si sono viste negare la possibilità di usufruire di un ‘pasto completo’ e di integrarlo con vitto portato dall’esterno in quanto vietato dal regolamento di ristorazione scolastica.

“Attualmente la disciplina che regola il contributo del ministero dell’Istruzione verso gli enti locali è dettata dall’articolo 7 della legge n. 135 del 2012, il quale ha disposto che il contributo che lo Stato riconosce ai Comuni per le spese sostenute per i pasti del personale statale sia pagato direttamente in proporzione al numero delle classi che accedono al servizio mensa scolastica” – afferma la deputata 5stelle in commissione Lavoro, Tiziana Ciprini, che aggiunge: “accade quindi che il Comune anticipa la spesa per la mensa degli insegnanti, ma spesso si limita a fornire il vitto compatibile con le limitate risorse erogate e coincidente con un ‘primo ed un contorno’, non essendo in grado di garantire il pasto completo per gli insegnanti durante l’orario di refezione.

Per effetto del ‘corto circuito’ tra la suddetta norma che parla di ‘contributo’ che lo Stato versa ai Comuni per le spese sostenute per i pasti e l’articolo 21 del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola, che riconosce il diritto alla fruizione del servizio di mensa gratuita al personale in servizio in ciascuna classe o sezione durante la refezione, gli insegnanti e il personale statale si vedono di fatto negare dal ministero dell’Istruzione il diritto al pasto completo durante la loro attività di sorveglianza degli alunni.

Un fatto increscioso per cui ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, al ministro dell’Economia e al ministro dell’Interno, al fine di intervenire sulla vicenda e assicurare un adeguato pasto per il personale insegnante e Ata, dipendente dallo Stato, impegnato nella vigilanza e nell’assistenza degli alunni durante la refezione scolastica, anche al fine di evitare disservizi per le famiglie degli alunni interessati” – conclude Ciprini.

 

 

 

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