Taglio pensioni d’oro, Ciprini e Gallinella: “Una misura ad hoc per ridare dignità a milioni di persone in difficoltà”

La nostra finalità è dare un segnale di forte equità in una situazione di squilibrio sociale

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“Dopo l’Air Force Renzi e il taglio dei vitalizi, ora tocca al taglio delle pensioni d’oro, una misura inserita nel Contratto di Governo che ci permetterà di ridare dignità ai cittadini e ai pensionati che vivono sotto la soglia di povertà”.

È quanto affermano i parlamentari Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella, in merito alla proposta di legge a firma del M5S. “L’obiettivo principale – spiegano i deputati – è la riduzione dei privilegi: la nostra misura prevede che le pensioni d’oro sopra i 4.500 euro netti al mese vengano tagliate nella parte retributiva e che non corrisponde ai contributi effettivamente versati. Chi invece, ha versato contributi per meno di 4.500 euro, ma ha una pensione maggiore, in ogni caso conserverà una pensione di 4.500 euro.

L’Inps – proseguono i parlamentari – stima che ci siano tra le 158mila e le 188mila persone interessate da questa proposta di legge: dunque, circa 200mila privilegi eliminati.

Il risparmio ottenuto dovrebbe aggirarsi così intorno ai 500 milioni di euro che serviranno ad aumentare le pensioni minime, dagli attuali 450 euro circa a 780 euro al mese, e aiutare così anche gli anziani in difficoltà che non riescono a pagare un affitto o a fare la spesa ogni settimana.

A chi ci accusa – incalzano Ciprini e Gallinella – di volere una legge incostituzionale, diciamo che recentemente la Corte Costituzionale ha visto con favore gli interventi che vanno verso la solidarietà e l’equità per quanto riguarda le pensioni.

Oltretutto, negli ultimi anni ci sono stati altri provvedimenti simili alla nostra proposta di legge sulle pensioni d’oro, ma più limitati. La verità è che in questi anni la politica ha lavorato nell’interesse di pochi, a discapito del resto del Paese.

Ecco perché andremo a tagliare le pensioni superiori ai 4.500 euro non giustificate dai contributi versati a chiunque abbia preso anche solo un centesimo in più di quanto effettivamente dovuto: in questo modo potremo aiutare milioni di persone in difficoltà, istituendo una pensione di cittadinanza di 780 euro.

La nostra finalità – concludono Ciprini e Gallinella – è dare un segnale di forte equità in una situazione di squilibrio sociale: chiunque si dichiari contrario a questi provvedimenti, evidentemente non ha a cuore le sorti dell’Italia e dei suoi cittadini”.

 

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