Reddito di cittadinanza e Quota 100, Gallinella e Ciprini (M5S): “Misure volte a migliorare la qualità di vita degli italiani”

Adesso abbiamo la dimostrazione con i fatti che i punti stipulati nel contratto si possano concretizzare

“In sette mesi abbiamo realizzato le misure centrali del contratto di Governo: Reddito di cittadinanza e Quota 100 sulle pensioni. Adesso abbiamo la dimostrazione con i fatti che i punti stipulati nel contratto si possano concretizzare”. Ad affermarlo sono i parlamentari 5Stelle, Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini, che spiegano nel dettaglio chi saranno i principali beneficiari delle due misure appena approvate in Consiglio dei ministri.

“Il Reddito di cittadinanza ha l’obiettivo di migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze. Questa misura riguarderà circa 5 milioni di persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta: gli assegni per gli aventi diritto saranno erogati a partire dal mese di aprile direttamente su una carta emessa da Poste Italiane, fino a un massimo di 780 euro. Il Reddito di Cittadinanza potrà essere chiesto via web, agli uffici postali o attraverso i Caf, mentre l’Inps verificherà se si è in possesso dei requisiti. I beneficiari del Rdc e i relativi requisiti reddituali e patrimoniali per accedere alla misura prevedono il possesso di un Isee inferiore a 9.360 euro, un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30mila euro, un valore del patrimonio mobiliare non superiore a una soglia di 6mila euro, accresciuta di 2mila euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10mila euro, incrementabile di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo, fermo rimanendo che i predetti massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità. L’erogazione del Reddito di cittadinanza – proseguono i parlamentari – decorre dal mese successivo a quello della richiesta, è riconosciuto per un periodo continuativo non superiore ai diciotto mesi e può essere rinnovato, previa sospensione di un mese.

Oltre a ciò si introduce un meccanismo volto a garantire l’inserimento o il reinserimento del beneficiario del Rdc: il destinatario dovrà sottoscrivere il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale, partecipare alle specifiche iniziative formative previste e non potrà rifiutare le offerte di lavoro proposte dai Centri per l’impiego, in base a specifici requisiti di distanza e di durata del periodo di disoccupazione. Sono previste sanzioni, nei casi in cui vengano forniti dati e notizie non rispondenti al vero e le pene prevedono la reclusione da due a sei anni, oltre alla decadenza dal beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, è prevista una pensione di cittadinanza adeguata agli incrementi della speranza di vita. Inoltre, sono introdotti incentivi per le imprese che assumono i beneficiari del Reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato, sotto forma di esoneri contributivi, nonché coloro che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o una società cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione.

Per ciò che riguarda Quota 100 – affermano Gallinella e Ciprini – il decreto introduce il diritto alla pensione anticipata, senza alcuna penalizzazione, al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni. Il ritiro dal lavoro sarà possibile dal primo aprile 2019, per i lavoratori privati che abbiano raggiunto i requisiti indicati entro il 31 dicembre 2018 e dal primo agosto 2019 per i lavoratori pubblici che li abbiano maturati all’entrata in vigore del decreto e potranno andare in pensione dal prossimo primo settembre anche i lavoratori della scuola. Il decreto prevede, inoltre: la possibilità di andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne, oltre alla possibilità per le donne di andare in pensione a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome, con almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018.

Oltre a ciò è prevista la non applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita per i lavoratori precoci, che potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi, il riscatto agevolato del periodo di laurea entro i 45 anni, la facoltà di riscatto di periodi non coperti da contribuzione con una detraibilità dell’onere del 50 per cento in cinque quote annuali e la rateizzazione fino a 60 mesi, a condizione di non aver maturato alcuna contribuzione prima del 31 dicembre 1995 e di non essere titolari di pensione. Sono previste anche disposizioni in materia di pagamento del trattamento di fine servizio o di fine rapporto, che prevedono la corresponsione della relativa indennità sulla base di una specifica richiesta di finanziamento da parte degli aventi diritto, con la costituzione di un fondo di garanzia e l’istituzione del ‘Fondo bilaterale per il ricambio generazionale’, che prevede la possibilità di andare in pensione tre anni prima di Quota 100, purché si abbia una contemporanea assunzione a tempo indeterminato.    

Con il Reddito di cittadinanza e Quota 100 – concludono Gallinella e Ciprini – garantiamo a tutti i cittadini una qualità di vita migliore, che si traduce anche in una maggiore produttività per il nostro Paese”.

 

 

 

 

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