Ragazzo morto a Bastia, parlano i testimoni che si trovavano sul posto 🔴

 
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Morte Filippo Limini, domiciliari per tutti i tre ragazzi, lo ha deciso il gip

Ragazzo morto a Bastia, parlano i testimoni che si trovavano sul posto

“Chiamate i carabinieri che si ammazzano, chiamate i carabinieri che si ammazzano”. Sono le parole dette ieri notte, attorno alle 4, a Bastia Umbra da alcuni testimoni che si trovavano sul posto e hanno visto una parte della scena, prima della morte del ragazzo.



Una lite, per futili motivi, sarebbe stata la causa: avvenuta in viale Giontella, in un parcheggio e all’esterno di un noto locale, che non c’entra nulla, a contrario di quanti dicono, con l’episodio avvenuto.

“Ho chiamato i carabinieri – ha detto un testimone -, ma quando sono arrivati sul posto era già successo tutto. Ho sentito il rumore della macchina che scappava via, ma non visto la scena. Ho preso il numero di targa e l’ho comunicato ai carabinieri. E’ una Opel Corsa nera”.

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Il ragazzo –  da quanto appreso – sarebbe stato investito dall’auto che gli è passata sopra per ben due volte in retromarcia. Tutto questo dopo la lite, cominciata – come già detto – fuori dal locale. Futili motivi, una banalità, uno sguardo di troppo, una toccatina di qua  o di là. Alcol e la droga, forse hanno fatto la loro parte.

“Quando mi sono avvicinato – ha detto il testimone – ho visto i segni della ruota sul corpo del ragazzo che era a terra in una pozza di sangue enorme. Qualcuno ha provato a fargli un massaggio cardiaco, ma senza alcun esito”.



Sul posto sono arrivati anche i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constarne il decesso. A morire un ragazzo di 24 anni di Spoleto Filippo Limini. La lite si è articolata in due momenti diversi: è iniziata con calci e pugni e si sarebbe conclusa con l’investimento. Ma è tutto da verificare ed è ancora presto per capire come siano andate le cose.  I carabinieri della compagnia comando di Assisi, al seguito del Tenente Colonnello, Marco Vetrulli, stanno indagando sulla vicenda, alcune persone sono state fermate per essere ascoltate. Non è ancora chiaro se la persona che l’avrebbe investito sia la stessa che l’abbia picchiato. Si cerca l’auto che è fuggita ad alta velocità dal posto. Pare che l’autore o gli autori abbiano le ore contate e che siano residenti a Bastia Umbra. A coordinare le indagini il pm Paolo Abbritti, della Procura della Repubblica di Perugia.

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La notizia della morte di Filippo Limini è rimbalzata subito a Spoleto, dove il 24enne e la sua famiglia erano molto conosciuti. Il ragazzo, appassionato di caccia, era anche tra i protagonisti della Corsa dei Vaporetti. Tante parole e frasi di affetto stanno arrivando alla famiglia del giovane, ma anche sui social c’è un via vai di messaggi di cordoglio e un domandarsi per questa morte così assurda.

Il pensiero di mons. Boccardo su Spoleto e sulla morte del giovane spoletino dinanzi ad una discoteca. «Il nostro mondo materialista – ha detto – ha come tolto a tanti l’anima e il cuore, ha privato di quei buoni sentimenti che fanno la vita e costruiscono la convivenza in una città, in un paese, in un palazzo o in una casa: la bontà, la solidarietà, il perdono, la magnanimità, lo sguardo e il giudizio benevoli, il rispetto, la cortesia, la sincerità, l’amicizia. Al contrario, anche nella nostra bella Spoleto, si moltiplicano le polemiche gratuite, l’animosità, la malizia nello sguardo e nel giudizio sugli altri, il pettegolezzo, la litigiosità, la prepotenza delle parole e dei gesti, la mancanza di rispetto, l’inimicizia. E tutti stiamo peggio, mentre la società si imbarbarisce e la gente sembra come impazzita. Esempio ulteriore di questo progressivo e tragico imbarbarimento sociale è l’omicidio di un giovane di Spoleto, avvenuto questa notte davanti ad una discoteca di Bastia Umbra. Di fronte a tali gesti disumani si rimane senza parole, ma non si può rimanere indifferenti ed inerti. Il canto di Maria ci apre ad una nuova prospettiva del vivere, perché ci ricorda le parole di una donna che ha trovato forza non nella potenza o nella ricchezza ma in una fede semplice che le ha permesso di pronunciare il suo sì».


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