Inchiesta sanità, Bocci chiama a testimoniare 35 persone, anche prefetti e questori

Bocci sarà sentito martedì 18, chiede di tornare libero perché estraneo ai fatti

Inchiesta sanità, Bocci chiama a testimoniare 35 persone, anche prefetti e questori

Gianpiero Bocci chiama a testimoniare trentacinque persone. Si tratta si tre prefetti, quattro questori, quattro comandanti provinciali dei carabinieri e tre della Finanza, un Rettore, l’investigatore che ha coordinato l’inchiesta sulla sanità umbra, gli agenti di scorta sui suoi spostamenti e i politici locali. L’ex sottosegretario vuole chiedere spiegazioni in merito ad alcune affermazioni formulate da Maurizio Valorosi. Tutti dovranno riferire su le «eventuali informazioni richieste dall’imputato o da altre persone in ordine ai procedimenti in corso».

Ci saranno le candidate che – secondo l’accusa – ha raccomandato e i parenti che avrebbero avuto con lui i contatti per passare le tracce delle prove. L’ex sottosegretario vuole dimostrare che non ci fu una ricerca di informazioni presso ambienti delle forze dell’ordine per carpire i segreti dell’indagine in corso, come, ad esempio la notizia che avrebbe rivelato circa l’esistenza di cimici negli uffici del Santa Maria della Misericordia, piazzate dai vigili del fuoco durante un’esercitazione per il rischio-antrace. La difesa di Bocci ha citato anche agenti di polizia addetti alla sua tutela per riferire sugli spostamenti e un consulente tecnico che ha analizzato i tabulati telefonici di Bocci.

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