Pass vaccinale e coprifuoco, si riunisce il comitato tecnico scientifico

 
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Draghi, covid, prossime settimane saranno di riaperture, non di chiusure
MARIO DRAGHI (Dire)

Pass vaccinale e coprifuoco, si riunisce il comitato tecnico scientifico

È stata convocata per domani la riunione del Cts per analizzare le linee guida stilate dalle Regioni. Gli esperti del comitato tecnico scientifico, che sì riuniranno alle 17, dovranno esaminare le modalità di spostamento, le riaperture e il green pass e soprattutto valutare quali potrebbero essere i rischi. Per ora sia il pass che l’app sono solo un progetto su cui diversi ministeri potrebbero lavorare. Il Governo attende anche le direttive dell’Ue sul pass vaccinale. Per ora l’ipotesi più accreditata resta quella dell’autocertificazione o la certificazione di aver effettuato il tampone nelle 48 ore precedenti o essersi sottoposto al vaccino o di aver avuto il Covid 19 e di essere guarito.

Altro tema da trattare è il coprifuoco. “Se perfino Speranza è arrivato alla conclusione scientifica che all’aperto si rischia meno che al chiuso -sottolinea Matteo Salvini, ospite di ‘Un giorno da pecora – non penso che le 22, le 23 o le 24 facciano la differenza. Tutto questo però dipenderà dal buon senso delle persone. C’è voglia di tornare a vivere ma anche consapevolezza dei rischi che ancora corriamo. Per cui – ha concluso il leader della Lega – confido nel senso della responsabilità e della misura”.

“Quando il premier Mario Draghi prospetta la possibilità di un’apertura ragionata dice il vero”, perché nella guerra contro Covid-19 la stagione calda aiuta e aiuterà. Allentare le misure in questo momento è quindi fattibile, a patto però di “non abbassare la guardia” e di “completare la vaccinazione degli anziani e dei fragili”. E’ la visione di Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), che in un’intervista all’Adnkronos Salute spiega perché parlare di “rischio ragionato” abbia senso e riaprire “con giudizio” non dovrebbe portarci a richiudere a breve, come invece paventano alcuni esperti. Sul fronte dell’andamento dell’epidemia, “in questo momento stiamo iniziando a vedere qualcosa di positivo e la cosa fa ben sperare”, analizza lo specialista. Convinto che “in quel ‘ragionamento’ di Draghi, ma anche del Comitato tecnico scientifico”, ci sia da un lato “l’idea che la bella stagione possa portare la gente a trascorrere più tempo all’aperto” dove il rischio di trasmissione del virus è inferiore, e dall’altro la consapevolezza di quanto “finalmente stiamo osservando: cariche virali minori associate al rialzo delle temperature, e dunque un minor rischio infettivo”.

“Avevamo promesso di fare un tagliando a metà aprile e abbiamo mantenuto la parola. Dopo un anno di sacrifici gli italiani meritano di ripartire. Le riaperture da lunedì 26 aprile dovranno essere graduali e nel rispetto delle regole. L’Italia ha le energie per rinascere, il comportamento di ciascuno di noi farà la differenza: più saremo prudenti e responsabili, e più velocemente torneremo alla normalità”. Così su Facebook il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini.

Venerdì è atteso il monitoraggio delle settimanale che stabilirà i nuovo colori. Stando ai dati attuali potrebbero puntare al giallo: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Trento e Bolzano.

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