Muore per un pugno in faccia, interrogatorio di garanzia in carcere per arrestato

Muore per un pugno in faccia, interrogatorio di garanzia in carcere per arrestato
Il Professor, avvocato David Brunelli

di Morena Zingales e Marcello Migliosi
Muore per un pugno in faccia, interrogatorio di garanzia in carcere per arrestato.
Interrogatorio di garanzia in carcere a Spoleto per Cristian Salvatori, il ragazzo di 33 anni, arrestato, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, per aver sferrato un pugno in faccia al coetaneo Emanuele Tiberi, causandone la morte. I fatti risalgono alle ore 5 del mattino di domenica 29 luglio. Il giovane è difeso dagli avvocati, Federico Altieri e da David Brunelli che hanno incontrato il 33enne in carcere prima dell’udienza.

Il professor Brunelli sulla dinamica dei fatti non si pronuncia perché è oggetto di indagine e ha precisato che “ha massimo rispetto per chi lavora”.

«Il giovane nursino – ha detto il legale – è molto scosso per quanto accaduto perché i due erano amici e si frequentavano costantemente, anche con famiglia di Emanuele, presso la quale era stato varie volte a pranzo e a cena. E’ una situazione molto dura anche per lui».

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Il ragazzo ha parlato raccontando la sua versione dei fatti. In carcere a Spoleto, oltre all’arrestato e i suoi legali, c’erano il giudice Simone Salcerini, e il sostituto procuratore della Repubblica e titolare del fascicolo, Vincenzo Ferrigno.

Mentre gli inquirenti stanno componendo il complesso puzzle, ascoltando le varie testimonianze delle persone che intorno alle 5 del mattino di domenica stavano ancora davanti al pub dove si è consumata la tragedia, si attende l’esito dell’autopsia sul corpo di Tiberi, fissata per domani pomeriggio. Il pubblico ministero Ferrigno ha incaricato la dottoressa Sara Gioia, ma all’esame parteciperanno anche i consulenti nominati dalla difesa e dalla famiglia Tiberi.

Emanuele è morto nel pomeriggio di domenica nell’ospedale di Terni a causa del pugno sferrato dall’arrestato. I genitori di Emanuele, nel frattempo hanno acconsentito all’espianto degli organi. Il fegato, i reni e le cornee, dello sfortunato giovane, daranno speranza ad altre persone.

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