Inchiesta sanità, per la Cassazione è regolare l’arresto di Bocci

Inchiesta sanità, per la Cassazione è regolare l'arresto di Bocci

Inchiesta sanità, per la Cassazione è regolare l’arresto di Bocci

«La presenza inequivoca di Gianpiero Bocci “dietro le quinte” delle indicazioni anticipate ed illecite alle candidate raccomandate del contenuto delle prove concorsuali».

E’ quanto sostengono i supremi giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione nelle motivazioni con cui hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Gianpiero Bocci perché ritenuto infondato.

I giudici della Cassazione bocciano il ricorso a suo tempo proposto contro gli arresti domiciliari. Dicono no ai cinque argomenti difensivi proposti dagli avvocati David Brunelli e Alessandro Diddi ma entrano nel merito di accuse e esigenze cautelari in 15 pagine depositate il 30 settembre.

Secondo la Cassazione «è stato ben argomentato che il pericolo di inquinamento probatorio si sia materializzato concretamente e che Bocci abbia dimostrato capacità di interferire con l’attività di indagine, sfruttando conoscenze acquisite in ambito istituzionale e negli ambienti di polizia giudiziaria».

E poi ancora: «E’ stato ampiamente motivato attraverso il ricorso al contenuto inequivoco di molte conversazioni, anche ambientali, intercettate tra Duca e Valorosi che il disvelamento sia stato dovuto proprio alle notizie avute da Bocci, svelate ai due indagati anche con il particolare, rivelatosi esatto, di quando e come le microspie erano state installate».

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