Inchiesta sanità, David Brunelli: «Per Bocci mi aspettavo che venisse liberato»

Inchiesta sanità, Bocci, Duca e Valorosi per altri 30 giorni ai domiciliari

Inchiesta sanità, David Brunelli: «Per Bocci mi aspettavo che venisse liberato»

«Sono evidenze, queste persone sono prive della loro libertà». E’ quanto ha detto al telefono il legale di Gianpiero Bocci e Maurizio Valorosi, David Brunelli. L’avvocato è molto amareggiato e per niente entusiasta per come sono andare le cose in tribunale. «In particolare – ha spiegato Brunelli –, Bocci avrebbe raccomandato due persone per il concorso e basta. Il favoreggiamento non c’è più. Noi parliamo di una misura cautelare. Basata, su cosa? Lo vedremo nelle motivazioni».

«Su Gianpiero (Bocci ndr) – ha detto il legale – non è stato trovato nulla di quello che ha fatto, che avrebbe fatto o potuto fare o voluto fare per aiutare le persone sotto indagine, rimane il fatto che Gianpiero Bocci avrebbe raccomandato due persone. Leggerò con curiosità le motivazioni che saranno depositate».

«La misura non è commisurata – ha detto il professor Brunelli -, io ho letto tutte le carte del processo e non è stato agevole, un conto è leggere e un conto e ascoltare le intercettazioni. Io non ho visto nessuna indagine che abbia l’oggetto l’attualità (oggi ndr), della possibilità che Gianpiero Bocci, utilizzando questa rete di conoscenze, possa incidere sulle indagini, il che vuol dire che possa condizionare i testimoni, di questo stiamo parlando. I documenti e l’informatica li hanno acquisiti, quindi si tratterebbe soltanto di convincere i testimoni, quindi io non ho capito come questo si possa soltanto immaginare. Mi inchino davanti alla motivazioni del tribunale che leggerò, io non ho visto nessuna indicazione in questo senso. Il solo fatto che Bocci nel 2017 potesse conoscere una sola notizia riservata, che tra l’altro ha trattenuto per 9 mesi, prima di rivelarla, dimostra che lui ha grande rispetto delle indagini, figuriamoci adesso che si è dimesso».

L’avvocato ha poi messo in risalto spiegando che queste persone sapevano delle intercettazioni, ma non hanno fatto nulla: «Noi abbiamo la riprova, non solo Bocci, ma anche gli altri indagati che non hanno fatto nulla per condizionare i testimoni, queste persone sanno ufficialmente dal settembre 2018 che c’erano delle indagini nei loro confronti e che c’erano state le microspie. Se volevano cercare di contraffare, lo avrebbero già fatto in questi mesi, ma non l’hanno fatto perché non c’è nulla nelle indagini».

«’L’attualità e la concretezza’, questo è il parametro: «Io sono curioso – ha concluso David Brunelli – di vedere come motiveranno. Rimane il fatto che a volte le esigenze che stato dietro alle misure cautelari sono, non esattamente, quelle descritte dal codice. Io la vedo così, io non riesco ad essere così ottimista. Francamente io per Bocci mi aspettavo che venisse liberato».

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