Inchiesta sanità Luca Barberini deve tornare agli arresti domiciliari

Inchiesta sanità Luca Barberini deve tornare agli arresti domiciliari

Inchiesta sanità Luca Barberini deve tornare agli arresti domiciliari

Gli arresti domiciliari per Luca Barberini, nell’ambito dell’inchiesta sanità, sono stati ripristinati. L’ex assessore, che in ogni caso resterà libero, è al centro dell’indagine sui concorsi pilotati. Ricordiamo che agli arresti erano finiti anche, Maurizio Valorosi, Emilio Duca e Gianpiero Bocci. I giudici hanno infatti annullato l” ordinanza con la quale il 19 aprile il gip, Valerio D’Andria, aveva revocato la misura cautelare. Il tribunale ha così accolto l” impugnazione del provvedimento da parte dei pubblici ministeri, Abbritti e Formisano, ritenendo sussistente il rischio di un possibile inquinamento probatorio.

I reati contestati a Luca Barberini sono: abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico.

A Barberini sono stati così applicati gli arresti domiciliari per 60 giorni. Il provvedimento non è comunque subito esecutivo potendo essere impugnato in Cassazione dalla difesa dell” ex assessore dopo il deposito delle motivazioni per le quali il Tribunale si è riservato 45 giorni. Barberini è difeso dagli avvocati David Brunelli e Alessandro Diddi.

I pm Paolo Abbritti e Mario Formisano hanno chiesto ai giudici di revocare il provvedimento del gip d’Andria. Così la procura di Perugia ha chiesto, quindi, al tribunale del Riesame il ripristino della misura cautelare degli arresti domiciliari Luca Barberini, per l’ex assessore regionale alla sanità, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi truccati in ospedale. Secondo la procura i «gravi indizi di colpevolezza non sono rimasti inalterati a seguito dell’interrogatorio di garanzia, ma si sono rafforzati».

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