Cerimonia finale PalaBarton con scuole primarie di Perugia
Perugia, 25 maggio 2026 – Si è chiuso questa mattina, lunedì 25 maggio, al Pala Barton Energy, il progetto “Sport e legalità: un valore unico”, nato dal protocollo siglato nel 2024 tra Questura di Perugia, Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato e Comune di Perugia. La cerimonia conclusiva ha riunito istituzioni, studenti e mondo sportivo, sancendo il bilancio di un percorso che ha portato il judo dentro le scuole primarie del territorio. Al centro dell’iniziativa, gli alunni delle scuole Nicholas Green di Lacugnano e Lambruschini di Ferro di Cavallo, coinvolti in un’attività continuativa che ha unito pratica sportiva, educazione alla legalità e conoscenza diretta delle forze dell’ordine. Gli allenamenti si sono svolti all’interno della sede della Questura, trasformata per l’occasione in una vera palestra educativa.
Il progetto ha visto la guida tecnica di Luca Poeta, allenatore del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, e la presenza simbolica di una madrina d’eccezione: la judoka Maria Centracchio, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo, che ha rappresentato il legame tra alto livello agonistico e formazione dei più piccoli.
La mattinata al Pala Barton Energy è stata scandita dalle dimostrazioni dei bambini e delle bambine che hanno preso parte al percorso. Sul tatami allestito al centro del palazzetto, gli alunni delle due scuole primarie hanno mostrato quanto appreso nei mesi di attività, alternando esercizi di judo, movimenti di base e prove di abilità motoria.
Le esibizioni, seguite con attenzione dalle famiglie e dalle autorità presenti, hanno messo in luce non solo la tecnica, ma anche la disciplina, il rispetto dei compagni e la capacità di collaborare. Ogni gesto, dal saluto iniziale alla chiusura degli esercizi, ha richiamato il valore delle regole e dell’autocontrollo, elementi centrali tanto nello sport quanto nella convivenza civile.
Al termine delle dimostrazioni, i giovani partecipanti hanno ricevuto attestati di partecipazione consegnati dai rappresentanti delle istituzioni. Il momento della consegna, accompagnato da applausi e foto di rito, ha suggellato il riconoscimento dell’impegno dei ragazzi e delle ragazze, ma anche del lavoro congiunto tra scuola, forze dell’ordine e amministrazione comunale.
Il protocollo che ha dato vita al progetto è stato costruito attorno a obiettivi educativi precisi. In primo luogo, la volontà di aiutare i giovani a conoscere meglio sé stessi, a partire dal corpo. Attraverso il judo, i bambini hanno potuto sviluppare consapevolezza della propria identità corporea, imparando a prendersi cura di sé in un’ottica di benessere fisico e psicologico.
Parallelamente, l’attività sportiva è stata pensata come strumento per migliorare la capacità di comunicare e relazionarsi con gli altri. Il gioco, l’allenamento in coppia e il lavoro di gruppo hanno favorito lo sviluppo di abilità sociali, rafforzando il senso dello “stare insieme” e la capacità di rispettare tempi, spazi e limiti condivisi.
Un altro pilastro del progetto è stato l’apprendimento del valore delle regole e dell’educazione alla legalità. Nel contesto dell’attività motoria e sportiva, i bambini hanno sperimentato in modo concreto che le norme non sono un ostacolo, ma una condizione per giocare, allenarsi e convivere in sicurezza. Da qui il collegamento diretto con i principi della convivenza civile, sintetizzati nell’idea dello “stare bene insieme”.
Infine, il percorso è stato pensato per costruire un rapporto di fiducia tra Polizia di Stato e comunità, a partire dalle nuove generazioni. Far entrare i bambini in Questura, farli allenare con gli atleti delle Fiamme Oro e farli dialogare con gli operatori di polizia ha significato mostrare un volto quotidiano e vicino delle forze dell’ordine, sottolineando che non è mai troppo presto per instaurare un legame solido tra cittadini e istituzioni.
Nel corso della cerimonia, il questore di Perugia, Dario Sallustio, ha ringraziato i partecipanti e ha sottolineato come il progetto unisca due dimensioni che condividono la stessa base: sport e legalità richiedono entrambe rispetto delle regole e dell’avversario. Le norme, ha ricordato, non valgono solo sul tatami, ma anche nella vita di tutti i giorni, dove diventano strumento per crescere come buoni cittadini.
La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha aperto il suo intervento ringraziando il questore, definito “guida stabile del territorio”, e tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine per il lavoro quotidiano a tutela della sicurezza della comunità. Ha poi definito il protocollo un progetto di grande rilievo, perché trasforma lo sport in un linguaggio educativo e contribuisce a fare della città una comunità che sceglie di educare le giovani generazioni. Secondo la sindaca, lo sport rappresenta una vera palestra di valori, in cui si impara a prendersi cura del proprio corpo e degli altri, a rispettare l’avversario e a riconoscere il ruolo delle regole come garanzia di libertà e tutela dei diritti di tutti, senza esclusioni. Ferdinandi ha espresso soddisfazione anche per il fatto che l’esperienza abbia permesso ai ragazzi di percepire le forze dell’ordine come presenza costante e vicina nella vita quotidiana della comunità.
Nel suo saluto, il prefetto di Perugia, Francesco Zito, ha voluto soffermarsi sull’entusiasmo dei bambini e delle bambine, sottolineando come la loro partecipazione abbia riempito di gioia il cuore degli adulti. Ha rivolto ai giovani l’augurio di raggiungere grandi risultati anche nello sport, ma ha ricordato che, qualora ciò non accadesse, non si deve parlare di fallimento. Ciò che conta, ha evidenziato, è continuare a impegnarsi con costanza e partecipare con entusiasmo.
Il sottosegretario all’Interno, Emanuele Prisco, ha definito il progetto uno strumento importante per costruire una cultura delle regole, considerata fondamentale per avere città migliori. L’evento al PalaBarton, ha osservato, dimostra che tutti i ragazzi e le ragazze coinvolti sono, in un certo senso, vincitori, così come lo è l’intera comunità che beneficia del loro impegno e del loro entusiasmo. Le sue parole hanno ribadito il valore collettivo dell’iniziativa: non solo un percorso formativo per i singoli alunni, ma un investimento sulla qualità della vita urbana, sulla sicurezza condivisa e sul senso di appartenenza alla comunità perugina.
La presenza congiunta di sindaca, prefetto, questore, sottosegretario all’Interno e vertici militari regionali ha dato alla cerimonia un forte significato istituzionale. Il progetto “Sport e legalità: un valore unico” si è così configurato come un esempio concreto di alleanza educativa tra scuola, forze dell’ordine, amministrazione comunale e mondo sportivo. Attraverso il judo, disciplina che unisce tecnica, rispetto e autocontrollo, il percorso ha permesso di tradurre in pratica concetti spesso percepiti come astratti, come legalità, responsabilità e cittadinanza attiva. I bambini hanno potuto sperimentare che le regole non sono solo enunciate, ma vissute, e che il rispetto dell’altro è la base tanto del confronto sportivo quanto della vita in comunità.
In prospettiva, l’esperienza maturata a Perugia potrà rappresentare un modello replicabile in altri contesti scolastici e territoriali, mantenendo al centro la collaborazione tra istituzioni e la centralità dei giovani, come riporta il comunicato dell’Ufficio stampa del Comune di Perugia. La mattinata al Pala Barton Energy ha così chiuso formalmente il progetto, ma ha lasciato aperta una traccia di lavoro e di responsabilità condivisa, orientata a far crescere generazioni più consapevoli, più sicure e più capaci di riconoscere nello sport e nella legalità un unico, solido valore.

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